di PASQUALE DI BELLO

Da una nota vergata su carta della Regione Molise, si apprende dell’esistenza di un “Ufficio del Consigliere delegato alla Ricostruzione e alla Protezione civile”, una struttura della quale nessuno conosceva l’esistenza. In tempi di contenimento dei costi, è lecito chiedersi come tale ufficio sia finanziato, da chi sia composto e sulla base di quali effettivi poteri operi.

Dalla spending review alla spending cucù. Potrebbe essere questo il titolo esilarante di questo articolo dedicato alle esilaranti cose che accadono in una Regione capace di tutto: persino di farsi spernacchiare da Checco Zalone, salvo accoglierlo come fosse Ingmar Bergman. Dalla spendig review alla spending cucù, ovvero da un processo di contenimento della spesa pubblica alla moltiplicazione delle scartoffie, delle deleghe e degli uffici. Vediamo di spiegarci.

Tra le cose comiche fatte in questo strampalato avvio di legislatura, la maggioranza al governo della regione, il centrosinistra, ne ha fatta una che è più comica delle altre: l’invenzione del consigliere delegato. O meglio, la riesumazione di questa figura, inventata a suo tempo dall’ex presidente della Regione, Giovanni Di Stasi, e poi ripresa dal suo successore, Michele Iorio. Si tratta di una figura mitologia, al pari di altre che popolano la fantasia popolare ed il folclore: dalla Pantaffia all’Uomo nero, dai Goblin all’Ittiocentauro: creatura col busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce che è, tra tutte queste figure, quella più vicina alla fisionomia del consigliere delegato della Regione Molise. Busto da consigliere, arti da specialista in un qualche cosa e coda da assessore.

Se non sbagliamo, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura ne ha nominati cinque: Vincenzo Cotugno (Rialzati Molise), alla programmazione; Salvatore Ciocca (Comunisti italiani), alla Protezione civile; Domenico Ioffredi (Sel), alla Cultura; Carmelo Parpiglia (Idv), allo Sport; Domenico Di Nunzio (Pd), al Turismo. In un primo momento, ve ne era un sesto, Nunzia Lattanzio (Udeur) alle pari opportunità ma l’interessata, in rotta di collisione con la maggioranza, ha restituito la delega.

Bene, onde evitare di prenderci in giro ulteriormente, va detto a chiare lettere che queste figure, organismi politicamente modificati, non esistono da Statuto, non hanno alcun potere effettivo, non hanno alcuna possibilità di spesa e, soprattutto, alla luce di tutto questo, non hanno alcuna potestà di costituire e organizzare uffici, apparati, strutture. O almeno così dovrebbe essere, sino a prova contraria. “Prova” che è puntualmente arrivata in queste ore. A fornircela è stato il consigliere comunista, Salvatore Ciocca, che nel vergare una nota sull’allarme rifiuti – camorra ha pensato di farlo sotto carta intestata della Regione Molise e sotto questa dicitura: “Ufficio del Consigliere delegato alla Ricostruzione e alla Protezione Civile”. Citiamo la definizione di “ufficio” (quella che fa al nostro caso), letteralmente dal dizionario Treccani della lingua italiana: “Il complesso del personale, dei servizi e delle attrezzature, che svolge una determinata attività, come organo autonomo sia settoriale (parte cioè di una più ampia e complessa struttura)”.

Ora, delle due l’una: o Ciocca è dotato di una propria struttura – di cui tutto il Molise ignora l’esistenza – e allora è il caso di capire com’è composta, chi ne fa parte, quanto costa, come si raccorda con gli altri uffici e ambiti di competenza, quali funzioni esercita e sulla base di quali poteri opera; oppure, in caso contrario, il delegato Ciocca, alla pari dei suoi deleganti, è vittima di un processo di autosuggestione che oltre a convincerlo di avere una delega lo ha convinto pure di avere un ufficio. Non sappiamo cosa ne sia degli altri delegati e se questi ultimi, al pari di Ciocca, usino carta intestata a fantomatici uffici. Tuttavia, onde evitare il nobel dell’ipocrisia, un foglio potrebbero usarlo anche loro: quello su cui rassegnare le dimissioni. Ne guadagnerebbero loro in dignità politica, perché la delega o è piena o è una solenne sciocchezza, e ne guadagnerebbero i molisani, francamente stufi di vedere gente che oltre alle laute indennità passa il tempo ad applicarsi sul petto medaglie ad un improbabile valore.

 

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