Stop alla Tares, che resterà in vigore fino al 31 dicembre per tornare alla vecchia Tarsu. E’ la possibilità che il governo centrale offre ai Comuni, in vista dell’entrata in vigore, a partire dal gennaio 2014, di una nuova tassa omnicomprensiva.
Il Gruppo del Pd al Comune di Campobasso ha subito preso la palla al balzo, invitando l’amministrazione a seguire questa strada, evitando problemi ai cittadini che entro fine anno dovranno pagare una maxi rata a finale a titolo di conguaglio. In sostanza – ha dichiarato il capogruppo Battista – sarebbe opportuno ed anche meno oneroso per i contribuenti tornare alla Tarsu, visto che dal prossimo anno l’amministrazione comunale avrà a che fare con una ulteriore nuova tassa».
Insomma, dovrebbero ripartire i calcoli, i conteggi rapportati probabilmente a nuovi coefficienti di calcolo per rideterminare le nuove aliquote.
Va anche ricordato che il Comune di Campobasso si è mosso con estremo ritardo sul fronte dell’applicazione della Tares.
Il regolamento è stato approvato dal Consiglio comunale, solo qualche settimana fa, dunque tutte le procedure stanno andando avanti a rilento. Anche se con ritardo i rincari arrivaranno: la Tares prevede infatti aumenti a carico delle famiglie che si aggirano sul 30 per cento, mentre per alcune attività commerciali si parla di rincari che sfiorano il 200 per cento.
Veri e propri salassi attesi per fine anno e che, secondo le stime delle associazioni dei consumatori, andranno a deprimere ulteriormente i consumi.
Vista la situazione il Pd chiede all’amministrazione di cogliere l’occasione che il Governo offre ai Comuni: lasciare la vecchia Tarsu, dando così respiro ai contribuenti e modo al Comune di organizzarsi per l’applicazione della nuova tassa. Insomma, ci sarebbero benefici per tutti.



