Costruire democrazia si scaglia contro il consigliere regionale Filippo Monaco. Un attacco frontale sferrato in occasione dell’assemblea del movimento, riunita per chiarire i rapporti con quello che sembra essere ormai diventato un ex esponente. Secondo i vertici di Costruire democrazia l’operato di Monaco non sarebbe conforme allo spirito ed ai principi del movimento, «anzi – è scritto in una nota – ne rappresenta la negazione, sia sotto il profilo del rispetto del mandato elettorale (sul tema dei costi della politica e sull’assenza, pressoché totale, di qualsivoglia iniziativa politico-istituzionale di pubblico interesse, diversa dalla acritica omologazione all’azione amministrativa della maggioranza), sia per quanto concerne le recenti manifestazioni che appaiono come un vero e proprio disprezzo dei sacrosanti diritti costituzionali di critica e di cronaca», prosegue la nota, riferendosi alla recente adozione, da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio, della delibera bavaglio. A riguardo la richiesta è perentoria: i componenti dell’Ufficio di presidenza firmatari del provvedimento (tra cui anche Monaco), devono dimettersi, «per ripristinare condizioni di credibilità istituzionale gravemente messa a repentaglio da provvedimenti a dir poco discutibili e sintomatici di una concezione di soggezione a cui sembra che taluno vorrebbe si ispirasse il rapporto tra cittadini ed eletti, soffocando il diritto di cronaca e di critica”.
Costruire democrazia chiede al consigliere di mantenere fede agli impegni assunti in campagna elettorale, dimezzando, senza perdere ulteriore tempo, l’indennità a partire dalla data della sua elezione. Non solo. I vertici impongono al consigliere di rinunciare all’indennità per i portaborse, malgrado avesse detto di averlo già fatto. «Il suo nome – precisano dal movimento – non compare tra quelli che ne hanno richiesto la sospensione, ovvero la rinuncia e che pertanto appare davvero deprecabile l’aver mentito sia ai componenti del movimento che all’opinione pubblica su un tema così rilevante e delicato». Costruire democrazia ribadisce il pieno sostegno alla raccolta delle firme contro i costi della casta promossa da Domenico Di Lisa ed annuncia che, in occasione delle elezioni amministrative del 2014 , in particolare di quelle per il Comune di Campobasso, si proporrà come movimento politico alternativo ed incompatibile, «sia rispetto al finto centrosinistra al governo della Regione, che al centrodestra, promuovendo la costituzione di una coalizione civica di cittadini e di movimento che – concludono da Costruire democrazia – definiranno un programma comune, scegliendo il proprio candidato sindaco». Una posizione estremamente netta e chiara su temi sui quali è apertissimo il dibattito politico ma anche all’interno della società civile.



