La delibera 115 dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Molise, che demanda “al Presidente della Giunta Regionale ogni iniziativa ritenuta utile al fine di tutelare l’immagine e il decoro della Istituzione regionale”, è una delibera sbagliata,e il Presidente della Giunta Regionale – ne siamo convinti – la considererà per quello che vale: carta straccia.
Si potrebbe definire “spaventapasseri” la delibera numero 115 approvata all’unanimità dall’ufficio di presidenza del consiglio regionale del Molise, una delibera sbagliata e di cui a nostro avviso Paolo di Laura Frattura farà carta straccia.
E la si potrebbe definire “spaventapasseri” perché è priva di effetti giuridici concreti ma stracolma di effetti intimidatori esilaranti.
Produce effetti esilaranti, questa delibera, a partire dall’elenco delle premesse, in bella fila una dopo l’altra, che avrebbero dovuto sollecitare immagini apocalittiche e attacchi di panico, nella realtà hanno prodotto – invece – ventate di ridicolo, scrosci di risate, metaforici lanci di pomodori.
Per non parlare dell’uso traballante della lingua italiana – i rigurgiti di megalomania, i deliri di onnipotenza di chi arriva a definire, testualmente, “falsa rappresentazione della realtà storica”, nientemeno, la libera espressione del pensiero dei giornalisti, e il comprensibile malcontento dei comuni cittadini
Un editto che si propone di azzittire giornalisti e cittadini contrabbandando l’ipotesi che, nel caso si fosse chiamati a rispondere del reato contro l’immagine e il decoro delle Istituzioni, nell’aula del Tribunale, al cospetto del giudice, non ci sarebbe una singola persona offesa bensì l’intero palazzo Moffa, tutti e 20 i consiglieri regionali e magari anche le mura, le sedie e i soprammobili.
Uno spaventapasseri, appunto.
Che questa delibera sia sbagliata, non c’è dubbio.
Che sia inopportuna, lo dice il giudizio popolare.
Che sia priva di senso, sul piano giuridico, lo hanno detto a sufficienza e meglio di noi gli esperti, dunque gli aspetti sui quali vorremmo soffermarci sono altri.
Il primo è questa specie di coazione che sembra essersi impadronita dei consiglieri regionali, senza differenza di maggioranza e di opposizione.
Una coazione a provocare malcontento e a perdere consensi a vista d’occhio.
E svaniscono, i consensi, non tanto in conseguenza di decisioni impopolari, tasse, bolli, e accise, ma per l’atteggiamento reazionario, fascistoide, oppressivo, ben rappresentato da questa delibera dell’Ufficio di presidenza, firmata da esponenti di destra e di sinistra, di maggioranza e di opposizione.
E’ una deriva reazionaria che sembra affondare le sue radici nel lento e progressivo travaso della mentalità di destra nella compagine di centro sinistra.
Una colonizzazione selvaggia, iniziata nell’estate del 2011 ai tempi delle primarie e conclusa con il trasloco in massa di uomini ma soprattutto idee – le peggiori idee – nell’esercito di Frattura.
Il quale Frattura, in marcia verso la vittoria, voltandosi indietro si è trovato questi soldati. Soldati di se stessi, ubriacati dall’idea del potere, del comando, dall’egemonia, del dominio, convinti quasi di disporre delle vite altrui e di essere autorizzati a radere al suolo le idee contrarie.
Il risultato è stata la scomparsa della sinistra in Molise.
I pochi uomini rimasti a rappresentarla nelle Istituzioni, contagiati fino al ridicolo, spadroneggiano a colpi di minacce e di querele, adottano regole e sistemi di intimidazione che – diciamoci la verità – al precedente governo erano sconosciuti.
Ecco allora come si spiegano gli anatemi sull’imminente chiusura degli organi di informazione non allineati, i messaggi in codice sparsi qua e là nell’etere, l’eco di manovre di palazzo, perfino lo spettro dell’irruzione delle forze dell’ordine nelle redazioni per sequestrare i filmati.
Ed ecco la delibera numero 115.
Sembra il regno del terrore, ma il risultato è uno spaventapasseri.



