Non solo il rapporto politico, ma ora anche l’amicizia che li legava da tempo si è incrinata. Tra Bruno Verini e Antonio Di Brino ormai non ci può essere più dialogo. L’ex assessore dopo aver scoperto dalla stampa di essere statao revocato dalla giunta e dopo che nelle ultime settimane non aveva avuto modo di parlare col sindaco dopo la sua scelta di rimettere la delega dell’Urbanistica, ha deciso di lasciare il silenzio nel quale si era chiuso e ha affidato a una lettera tutto il suo rammarico, e quella che definisce la verità. Verini scrive di essere stato tradito, così come i suoi elettori che hanno contribuito alla vittoria del sindaco, che invece viene accusato di gestire il Comune da solo, “in maniera monocratica, senza discussione, senza condivisione con la Giunta”. Verini rimprovera a Di Brino di averlo anche scavalcato nel suo ruolo di assessore all’Urbanistica. Al punto di essersi trovato in giunta, in alcune occasioni, provvedimenti già pronti, solo da firmare. “Nel tentativo di aprire un confronto ho deciso di riconsegnare la delega, ma non di dimettermi da assessore – spiega Verini, che da quel momento non è stato più contattato né dal sindaco, né dal Pdl, il suo partito, dal quale per il momento si sospende. Di Brino dal canto suo si dice sereno e che se si fosse dovuto preoccupare di qualcosa allora, Verini, lo avrebbe tenuto in giunta, e invece così non è stato. “Dal lato umano lo capisco, lo ringrazio per il lavoro che ha svolto e lo ringrazio calorosamente come amico” ha affermato Di Brino, gettando acuqa sul fuoco e preferendo non aggiungere altro.

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