Ha stretto mani, baciato bambini, ricevuto lettere e abbracciato malati e sofferenti. Un giro durato 45 minuti in una piazza gremita di gente. Papa Francesco, ancora una volta, durante l’udienza di ieri a San Pietro è sceso in mezzo ai fedeli. Fedeli da tutto il mondo. Italia, Spagna, Francia, Germania, Canada, Argentina, Messico e molti altri paesi si sono uniti intorno a Papa Francesco. Tra i tanti pellegrini anche una delegazione molisana. 300 fedeli di Jelsi hanno voluto incontrare il santo padre e mostrargli la storia di Don Tedeschi, sacerdote salesiano nato a jelsi, rapito e ucciso in Argentina, dalla dittatura, mentre aiutava i più bisognosi. Un’emozione unica l’incontro con Papa Francesco, proprio lui che arriva dall’argentina e che ben conosce i problemi delle favelas, luogo a cui Padre Tedeschi ha dedicato la propria vita. Tra i fedeli molisani anche gli alunni dell’istituto comprensivo di Jelsi tufara e gambatesa. Tra i soci della fondazione di Campobasso, dedicata agli ultimi, e intolata proprio a Padre Jose Tedeschi anche l’assessore Petraroia originario di Jelsi. Un forte abbraccio il santo Padre l’ha voluto dedicare a Filippo Tedeschi, fratello di Don Jose. Fu proprio Filippo, infatti, a ritrovare, il 2 febbraio 1976, a la plata, il corpo del sacerdote che era stato rapito, massacrato ed ucciso. Nemmeno il fratello riuscì ad idetificare Padre Tedeschi perchè il suo corpo era stato torturato e sfigurato



