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domenica, Luglio 14, 2024

Zuccherificio: Alfieri rinvia l’incontro con i sindacati e loro fermano la fabbrica

AperturaZuccherificio: Alfieri rinvia l'incontro con i sindacati e loro fermano la fabbrica

Macchinari fermi allo Zuccherificio del Molise. Lo hanno deciso i sindacati che da oggi hanno proclamato lo stato di agitazione dopo l’ennesimo rinvio, si tratta del quinto, dell’incontro fissato con il manager Alberto Alfieri per programmare il piano di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. 

Macchinari fermi allo Zuccherificio del Molise. Lo hanno deciso i sindacati che da oggi hanno proclamato lo stato di agitazione dopo l’ennesimo rinvio, si tratta del quinto, dell’incontro fissato con il manager Alberto Alfieri per programmare il piano di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Dalla fabbrica di contrada Perazzetto, in questi giorni impegnata nel confezionamento e nella spedizione dello zucchero, non uscirà dunque neanche un pacchetto. Le associazioni di categoria vogliono dare un segnale al manager che tarderebbe a programmare la manutenzione ritenendo che a pagarla dovrebbe essere il Tribunale, visto che lo Zuccherificio è in concordato preventivo. Alferi avrebbe prospettato ai lavoratori anche la cassa integrazione per assenza di risorse. Proprio per questo motivo l’amministratore delegato ha anche deciso di rinviare il pagamento delle bietole che sono state fornite nell’ultima campagna. Il 30 settembre, stando agli accordi, gli agricoltori avrebbero dovuto ricevere il primo acconto che è stato invece spostato a novembre. A fine dicembre arriverà il saldo. I sindacati ora chiedono certezze sul futuro visto che anche le semine per la prossima campagna sono state fissate a 6mila ettari, come lo scorso anno, dunque già si prevede una stagione di lavorazione ancora una volta breve, anche per il 2014. La decisione dei sindacati di firmare lo stato di agitazione e di fermare la fabbrica arriva in un giorno delicato. Perchè oggi scade anche il bando di vendita dello stabilimento. Già la prima asta è andata deserta. E le voci anche sulla seconda non sono buone. Nonostante un ribasso del 10 per cento sul prezzo di vendita non ci sono state manifestazioni d’interesse concrete verso l’azienda. Nemmeno da parte delle due società l’olandese Royal Cosun e la San Benedetto, che nei mesi scorsi avevano visitato la fabbrica.

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