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Apertura - Attualità - Politica - 29 Settembre 2013

Petraroia: “Rischi per il Molise dalla crisi di governo”

Il vice presidente della giunta regionale interviene sulla crisi politica che si è aperta a livello nazionale e che, sostine l’esponente del Pd, potrebbe avere gravissime ripercussioni per il Molise.

Nel mentre gli spagnoli scalano Telecom e ci portano via una delle più grandi aziende mondiali delle telecomunicazioni ed i francesi sostituiscono il nostro tricolore col loro per l’ALITALIA, il Governo Letta entra in crisi, non riesce ad evitare l’aumento dell’IVA al 22%, non può approntare la legge di stabilità entro il 15 ottobre come da impegni assunti con Bruxelles e viene messo fuorigioco da vicende lontane dai problemi dei lavoratori, delle imprese e dei territori. In caso di ritorno alle urne a fine novembre diversi decreti-legge adottati dal Consiglio dei Ministri non saranno convertiti e gli italiani si ritroveranno senza il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, con l’obbligo di pagare anche la prima rata dell’IMU e senza il trasferimento di fondi su scuola, lavoro, infrastrutture e ambiente. Il Molise, nel clima generalizzato di crisi economica e produttiva nazionale, rischia di non avere interlocutori istituzionali su temi di strettissima attualità riferiti a vertenze aziendali e a provvedimenti amministrativi quali gli accordi di programma quadro sulla ricostruzione post-sisma, sul credito d’imposta e sul lavoro giovanile solo per citarne alcuni. La situazione caotica che si è determinata a Roma non agevolerà la ripresa, la riorganizzazione ed il rilancio socio-economico della regione, ma causerà ulteriori ritardi, rinvii e slittamenti su questioni decisive per il nostro territorio. Nei prossimi giorni verificheremo l’evoluzione del quadro politico parlamentare con l’auspicio che si formi una nuova maggioranza in grado di varare la legge di stabilità, adottare i provvedimenti più urgenti sui temi dello sviluppo e del lavoro, riformare la legge elettorale e rispettare gli impegni assunti con l’Unione Europea. I sacrifici sopportati dagli italiani non possono essere vanificati da scelte improvvide ed irresponsabili che mettono a rischio il risanamento del paese e accentuano la crisi delle aree più deboli, delle regioni meridionali e dei ceti sociali meno abbienti. In un simile clima auspico che in Molise prevalga il senso di responsabilità e non si affermi la cultura del cupio dissolvi o del tanto peggio tanto meglio, perché a pagarne le spese sarebbero i cittadini, le imprese, i giovani ed i lavoratori.

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