di PASQUALE DI BELLO

Col passare dei mesi il Movimento 5 Stelle si connota sempre più come l’unica opposizione in Consiglio regionale. Allo stesso tempo si evidenziano le lacune delle altre minoranze. Mentre il centrodestra si sta liquefacendo, il rappresentante in Consiglio di Costruire democrazia, Filippo Monaco, appare sempre più vicino alle posizioni della maggioranza.

Torniamo sull’ultimo consiglio regionale, quello di martedì scorso, per certificare una realtà che ormai appariva chiara da tempo: l’opposizione, fatta eccezione per i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Federico e Manzo, non esiste. L’impressione che si ha, varcando la soglia di Palazzo Moffa, è quella di trovarsi nel bel mezzo di un bazar da terzo mondo: all’interno manovre di riposizionamento e trattative sottobanco per trasferirsi dalle parti della maggioranza. L’auspicio è che Frattura & Co. non abbocchino e non si lascino allettare dall’idea di avere qualche pedone in più mossi dal timore di ritrovarsi con qualche fante in meno. L’esempio di una probabilità del genere lo abbiamo già avuto ad inizio legislatura, allorquando dinanzi al maltrattamento politico subito dal consigliere regionale di Rialzati Molise, Vincenzo Cotugno, la maggioranza si è eletta con i propri voti un uomo dell’opposizione all’interno dell’Ufficio di presidenza. Parliamo del consigliere regionale di Costruire democrazia, Filippo Monaco, la cui presenza in consiglio regionale è la testimonianza quotidiana di come il movimento fondato da Massimo Romano sia morto con la morte politica del suo leader. L’opposizione condotta da Monaco, buona per uno studio sul metabolismo basale, si è spinta a tal punto (si fa per dire) da farsi scavalcare persino dall’attività (anche qui si fa per dire) degli abbronzatissimi consiglieri di centrodestra Nico Romagnuolo e Giuseppe (detto Pippo) Sabusco. Non sappiamo se più ridere o rabbrividire, ma le cose stanno proprio così. Gli abbronzati, i fratelli Righeira del consiglio regionale, hanno sottoscritto una mozione insieme al semi-abbronzato Nicola Cavaliere, all’incipriata Angela Fusco e al naturale (come il tonno) Salvatore Micone. La mozione, di cui abbiamo dato già conto, tentava di demolire Frattura con “metodi già visti in quest’aula e che sono stati bocciati dagli elettori”, come ha sottolineato il governatore con una punta di perfidia e con un possibile riferimento all’ex consigliere Romano. L’iniziativa del centrodestra, rintuzzata da Frattura, poneva in discussione una serie di atti compiuti dal governatore in relazione a due suoi collaboratori: il capo di gabinetto della giunta e l’addetto stampa. Non solo è finita con l’opposizione che si è squagliata (Cavaliere non era in aula, Micone non era a Campobasso, Sabusco si è astenuto e la Fusco … la Fusco non ha votato né a favore, né contro né si è astenuta, è restata immobile come una statua di sale) ma con un pezzo di opposizione che si è allineata con la maggioranza. Chi è stato? Il consigliere di Costruire democrazia, Filippo Monaco, che, se non sbagliamo, ha votato con la maggioranza contro la mozione dell’opposizione. Se Costruire democrazia esiste ancora – ma ne dubitiamo – forse dovrebbe richiamare all’ordine l’interessato e chiedere conto del suo operato. Ma, come abbiamo già scritto, CD è defunta col decesso politico del suo leader.

In questo bailamme di figuri, figure, figurini e controfigure, gli unici a salvarsi ci paiono i grillini, a cui va perdonata l’inesperienza e vanno battute le mani. Meritano, in questi primi mesi di legislatura, una medaglia per l’attività svolta e la serietà con la quale l’hanno portata avanti. Anche nell’ultima occasione hanno fatto ampiamente la loro parte, sollecitando la maggioranza alla costituzione di parte civile nel processo Termoli jet. Ci sono andati vicini all’obiettivo, quello di imporre la costituzione e di smascherare i furbasti che non la vogliono, e non conta nulla se poi hanno preso uno scivolone ritirando l’ordine del giorno da essi stessi presentato. Un errore scusabile, una leggerezza di chi ancora deve farsi politicamente le ossa. Ma vanno premiati e apprezzati i 5 Stelle: sono gli unici a farla l’opposizione. Ad adiuvando ricordiamo la battaglia da loro fatta a colpi di emendamenti lo scorso 12 agosto contro la legge 10/2013, quella che definito le indennità per i consiglieri regionali. Anche su questo argomento, sui quattrini da attribuire alla casta, non abbiamo udito levarsi non un grido, ma nemmeno un gridolino, né dal rappresentante di Costruire democrazia né dai consiglieri di centrodestra. Se la gente la prima volta Grillo lo ha votato al buio e ha fatto del movimento il primo partito a Campobasso, ora, con l’attività svolta dai consiglieri Federico e Manzo, ha un buon motivo per rifarlo. Le elezioni amministrative sono vicine e, come abbiamo già scritto e detto, il Movimento 5 Stelle può conquistare il comune di Campobasso. Sarebbe un buon colpo, non tanto contro la maggioranza ma contro questa finta opposizione che va smascherata una volta per tutte.

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