Pericolo scongiurato di trivellazioni alla ricerca di petrolio davanti alla costa molisana. Lo ha fatto sapere il sindaco di Termoli Antonio Di Brino che ha espresso soddisfazione per il nuovo riordino delle zone marine, aperte alla ricerca e alla coltivazione degli idrocarburi, firmato dal ministro allo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, e in cui viene preservata l’area davanti alla costa molisana e quella intorno alle Isole Tremiti.  La limitazione imposta dal Decreto ministeriale entro le 12 miglia dalla costa e dalle aree protette ci conforta – ha commentato Di Brino – rendendo giustizia alle numerose azioni di protesta che hanno visto il Comune di Termoli in prima fila nella ferma opposizione a nuove attività di questo tipo, che avrebbero potuto sconvolgere – ha continuato – uno spazio di mare sul quale si sono concentrate fin troppo attenzioni da parte di società italiane e straniere”. Più cauto invece il presidente del parco nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, che esulta a metà, perché il decreto salva le Diomedee ma non il resto del Gargano e della Puglia, considerate zone in cui si può cercare il petrolio. “L’Adriatico, va ricordato, è un mare chiuso, e in un malaugurato caso di incidente, il disastro colpirebbe tutte le coste da Nord a Sud” ha commentato Pecorella che invita il Governo a rivedere il piano tutelando e valorizzando il patrimonio naturalistico italiano, dal quale si può trarre il vero profitto.

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