La situazione economica della Provincia di Isernia ha sollevato più di qualche preoccupazione.
In particolare, sono i sindacati che hanno cominciato a far sentire la loro voce, preoccupati delle conseguenze che ci potrebbero essere per i numerosi lavoratori precari dell’amministrazione provinciale.
Si tratta di tutte quelle persone che hanno rapporti di collaborazione a tempo determinato e che rischiano di non vedersi rinnovare il loro incarico. Tanti padri di famiglia che, senza quel reddito mensile – pur se minimo – non saprebbero come fare a sbarcare il lunario.
Del resto, è stato lo stesso presidente Mazzuto a lanciare l’allarme, chiedendo l’amministrazione controllata per l’ente di via Berta. Mancano le rimesse dello Stato centrale e anche quelle regionali. La conclusione è che via Berta rischia il default, ma chi corre seri pericoli è soprattutto il personale precario.
Infatti la Provincia, come qualunque ente pubblico, non può destinare al personale più del 50% del suo bilancio. Se le rimesse mancano, però, scende anche la percentuale a disposizione dei dipendenti e chi rischia di più è proprio il personale precario che sarebbe il primo a subire tagli e ridimensionamenti.
Ma neanche il personale di ruolo può dormire sonni tranquilli, la situazione è pesante e il segretario provinciale della Csa, Di Schiavi, per questo motivo, ha chiesto un incontro urgente al presidente Mazzuto per fare il punto sulla delicata vicenda del personale.

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