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Attualità - Evidenza - Politica - QD - 28 Agosto 2013

Di Brino: da Monaco non accetto lezioni

“Le dichiarazioni rilasciate ieri dal vicepresidente del Consiglio regionale Filippo Monaco sul tema della sicurezza pubblica a Termoli – dichiara Di Brino – non mi stupiscono. Il suo tentativo di sminuire l’operato di chi si dedica quotidianamente alle problematiche reali di questa città, va evidentemente catalogato nell’alveo di una goffa contrapposizione politica di quartiere.
Come sindaco di Termoli ho sempre dimostrato, in maniera incontrovertibile, di avere a cuore la sicurezza di tutti i cittadini e di aver affrontato in tempi rapidissimi ogni problematica che è stata posta alla mia attenzione; i rapporti di collaborazione con le Forze dell’Ordine, sia miei personali che della Polizia Municipale, sono costanti e fruttuosi. Ringrazio quindi Monaco per i suoi suggerimenti, anche se è arrivato un po’ in ritardo.
Ciò che non posso accettare, invece, sono le lezioni di moralità e di etica politica da parte di chi ha votato un provvedimento che equipara i costi dei gruppi regionali molisani a quelli di regioni più grandi come, ad esempio, il Veneto. Filippo Monaco, dall’alto delle sue indennità di carica in qualità di consigliere regionale, capogruppo di un gruppo monocellulare e vicepresidente del Consiglio regionale, anziché occuparsi di questioni di cui conosce molto poco, farebbe bene a preoccuparsi degli strali che, direttamente ed indirettamente, gli sono piovuti addosso dagli elettori di sinistra e dai vertici bassomolisani del PD, sentitisi traditi proprio sul tema della finta diminuzione dei costi dei gruppi regionali; sarei inoltre molto curioso di conoscere su questo tema il giudizio dei suoi ex colleghi e di tutti gli operai della Fiat, le cui famiglie spesso vivono con un unico reddito mensile che è notevolmente inferiore alle indennità percepite da Monaco.
Chiudo questa mia replica evidenziando come appaia abnorme il tentativo di Filippo Monaco di darmi lezioni di qualunque tipo, soprattutto quando tenta di supportare una sua tesi arrivando a scomodare addirittura Gandhi, dimenticando che la sua visione della coerenza e dell’etica politica gli ha permesso di cambiare in pochi anni numerosi movimenti e partiti politici pur di arrivare al suo obiettivo. Sono certo che i cittadini comprendano questi atteggiamenti molto più di quanto Monaco creda”.

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