Home Apertura Nunzia Lattazio sempre più lontana dalla maggioranza. Sotto accusa le nomine negli enti sub regionali

Nunzia Lattazio sempre più lontana dalla maggioranza. Sotto accusa le nomine negli enti sub regionali


Condividendo espressamente alcune idee postate su Facebook, il consigliere regionale dell’Udeur, Nunzia Lattanzio, critica aspramente il percorso in atto per la definizione delle nomine negli enti e negli organismi regionali. Dopo la remissione delle deleghe ricevute da Frattura, il percorso di Lattanzio appare sempre più in antitesi a quello della maggioranza di cui essa stessa è parte. Una posizione, o un equivoco, che andranno chiariti alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa ferragostana.

In merito alla vicenda delle nomine negli enti regionali, scrive su Facebook Peppe Saluppo, candidato (in pectore) a sindaco di Campobasso: Anche lo stile è cambiato. Una volta chi veniva nominato in un ente era chiamato dai dirigenti di questa struttura per la firma di accettazione. Ieri sera, invece, tutti incolonnati lungo le scalinate del Consiglio regionale per firmare l’accettazione alla presenza del presidente del Consiglio, Niro. Atti di prostrazione, di profferta, di servaggio che hanno dato l’esatta immagine di come s’intende oggi la politica. Un oscurantismo che ha finito con l’obnubilare le scarse menti in giro e che sta portando questa terra e noi tutti a sparire come entità geografica, culturale e umana. In barba alle più elementari leggi, alle conoscenze e alle competenze. E per fare tutto questo i molisani devono pure lautamente pagare. Questa non è politica, non è passione civile, non è impegno per il bene comune. Siamo dinanzi alla più sfrenata, egoistica, egocentrica manifestazione di potere per il potere. E’ davvero il colmo. All’oscurantismo bisogna rispondere con fiaccole di luce”.

A lui fa eco, sempre sul social network, la consigliera regionale dell’Udeur Nunzia Lattanzio: Devo purtroppo Pino condividere, a tutto campo, la tua lucida analisi. Mi rammarico per tutto, assumendomi anche le responsabilità che non ho. Chiedo scusa a tutti coloro che come me credono nella politica e prendono oggi atto della sua triste scomparsa. Potrà presto rinascere? Pensiamo in positivo…”. E poi, rispondendo ad un suo interlocutore, Lattanzio aggiunge: “Credo invece di poter fare molto, ho progettualità ed interventi già in essere, condivisi da molti, tanti altri programmati dai miei Colleghi, corretti e condivisibili, vi sono però anche delle criticità importanti da superare. Naturalmente, devo sperare nella mediazione, la rottura non porta a nulla in politica”.

Appare evidente, dalla lettura di questa conversazione, come il percorso avviato (già da qualche tempo) da Nunzia Lattanzio sia quello di un netto smarcamento dalla maggioranza che è al governo della Regione. In particolare, appare chiaro anche il progressivo sganciamento dalla stessa Udeur e dal mentore locale di questa formazione, Vincenzo Niro, che in queste ore è il protagonista delle nomine in corso. Infatti, con il subentro dei poteri sostitutivi del presidente del Consiglio regionale in luogo di quelli dell’aula, si sta procedendo (il termine è la mezzanotte del 15 agosto), alla composizione delle caselle che disegnano il quadro degli enti ed organismi sub regionali.

Le scelte compiute da Niro (con il verosimile assenso del presidente Frattura) ricadrebbero su un sottobosco politico pronto alla “prostrazione”, alla “profferta” e al “servaggio”, un insieme di figure espressione di “un oscurantismo che ha finito con l’obnubilare le scarse menti in giro”. Insomma, un giudizio severissimo su quella classe che dovrebbe guidare le articolazioni del governo regionale sul territorio; un giudizio che nel momento stesso in cui viene condiviso fa sorgere un interrogativo: ma Lattanzio è dentro o fuori dalla maggioranza che sostiene Frattura? E’ dentro o fuori dall’Udeur del presidente Niro?

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