di PASQUALE DI BELLO

In vista dell’appuntamento fissato da Iorio alla Piana dei Mulini, si susseguono le reazioni nel centrodestra. L’ultima in ordine di tempo è quella interna a Fratelli d’Italia, dov’è scontro aperto tra Gianfranco Vitagliano e Filoteo Di Sandro. Per il primo l’era Iorio è tramontata definitivamente, il secondo invece guarda con attenzione all’ex governatore.

Quello che si è appena concluso, è stato un fine settimana al calor bianco per il centrodestra. In attesa che Michele Iorio riunisca i resti del proprio esercito alla Piana dei Mulini, gli stormi nemici si sono levati in volo e hanno bombardato, fitti e compatti, sulle truppe al seguito dell’ex governatore. Chi volesse farsene un’idea, legga su questo giornale dell’atomica che tra sabato notte e domenica mattina l’ex assessore regionale, Gianfranco Vitagliano, ha mollato sulla testa di Filoteo Di Sandro. Quest’ultimo, parlando a titolo personale ma facendo credere di parlare a nome di tutti, ha fatto credere che Fratelli d’Italia, il partito destrorso di cui fa parte, guarda con attenzione alla Piana dei Mulini e che, tutto sommato, varrebbe la pena di ristabilire rapporti preferenziali con Michele Iorio in vista delle ricostituzione di Forza Italia.

A Di Sandro, come abbiamo scritto già, ha risposto a palle incatenate Vitagliano (anche lui di Fratelli d’Italia) che ha tirato in ballo il leader nazionale del partito, Giorgia Meloni, per bollare malamente la (ri)nascente Forza Italia. Per il pistolero termolese, Di Sandro parla a titolo personale.

A titolo personale parla anche Iorio, lo ha ribadito nel weekend il coordinatore regionale del Pdl, Ulisse Di Giacomo, che non ha mancato di sottolineare come a Piana dei mulini convergeranno frattaglie miste di vari partiti, alcuni dei quali con Forza Italia non hanno niente a che fare. Il partito si (ri)farà ma in autunno, secondo regole precise e stabilite da Berlusconi. Piana dei Mulini, per Di Giacomo, è più o meno l’equivalente di una scampagnata di buontemponi destinata a finire con i classici tarallucci e l’altrettanto classico vino. Scrive su Facebook: “Piana dei Mulini 2: la vendetta. C’è di tutto: Fratelli d’Italia (alle politiche contro il Pdl e alle comunali di Venafro con Sorbo dell’Idv); Giannino (Fare per fermare il declino, alle ultime regionali contro il Pdl); qualche lista civica, pezzi dell’Udc”. “Ma cosa c’entra Forza Italia con tutto questo?”, si chiede Di Giacomo. Niente, non c’entra nulla, come del resto con Forza Italia e con il Pdl non c’ha mai azzeccato nulla lo stesso Michele Iorio. L’ex governatore è un democristiano di marca dorotea, cioè un camaleonte, che, politicamente parlando, ha subito in dodici anni di potere una mutazione genetica: da camaleonte è diventato un capitone e oggi non solo cambia colore ma sguscia inevitabilmente dalle mani di chi tenta d’agguantarlo. Non a caso, nonostante i bombardamenti a martello, va avanti verso la Piana dei Mulini navigando nascoso nell’acquitrino politco.

Dalla sua, Iorio ha un gruppo nutrito di fedelissimi disposti a tutto, come ad esempio il presidente provinciale del Pdl, Pierluigi Lepore, che sempre su Facebook ha scritto “La notizia della non presenza di Vitagliano alla Piana dei Mulini è una buona notizia per tanti”. L’ex Federale del Movimento sociale italiano che per anni ha menato vanto d’aver portato a spalla la bara di Almirante, forse dovrebbe avere un po’ d’imbarazzo nel farsi adesso sgabello di Forza Italia. Ma Lepore non è solo. Prendete Luigi Mazzuto, ad esempio: l’altro presidente provinciale del Pdl che nel tempo libero fa anche il presidente della Provincia di Isernia, con chi si schiererà? A Isernia è un via vai di persone con la testa tra le mani, tutte assillate da una sola domanda: “Che farà Mazzuto?”. Andrà alla Piana dei Mulini, cos’altro volete che faccia? Assenti, invece, dovrebbero essere il sottosegretario Sabrina De Camillis e i due consiglieri regionali del Pdl: Nicola Cavaliere e Angela Fusco. L’assenza dell’europarlamentare Patriciello è scontata, essendo egli in regione uno dei principali alleati di Frattura.

Insomma, nel centrodestra volano gli stracci. Siamo al tutti contro tutti, allo scontro all’arma bianca, al corpo a corpo. Vitagliano, riferendosi al cerchio di fedelissimi che circondano Iorio, ha parlato di “esercito in disfatta”. E come non dargli ragione? Vitagliano parla, anzi scrive, da Termoli ma sembra Diaz da Vittorio Veneto. “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”. Questo è Diaz che parla degli austriaci sconfitti, ma non sembra Vitagliano che parla delle truppe di Iorio? Piana dei Mulini è vicina, solo lì sapremo.

 

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