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QD - Regione - 13 Luglio 2013

Esattorie, Gianni Leva commissario per il concordato

Vertenza Esattorie Spa.
Il tribunale di Isernia ha accettato la richiesta di concordato avanzata dall’avvocato Lucio Francario per conto dell’azienda isernina, nominando come commissario Gianni Leva, un noto commercialista che opera nel capoluogo pentro.
Una notizia che dà tecnicamente il via alla delicata operazione di trattativa con i vari creditori di Esattorie Spa, a partire da Regione, Comuni e dipendenti.
Stando alle indiscrezioni raccolte, la situazione sarebbe abbastanza gestibile. Infatti Esattorie intende garantire il 100% del credito dovuto a Regione, Comuni e dipendenti. A conti fatti, i crediti e i debiti con gli enti si equivalgono. Per cui una ricognizione neutrale dovrebbe garantire il rientro per la parte pubblica, senza eccezioni. Anche se, nel quartiere generale di Corso Risorgimento non sono andate giù le affermazioni e le prese di posizione di chi, per strumentalizzazione politica, ha voluto mettere in discussione la trasparenza dell’operato della società isernina. Come accaduto al Comune di Campobasso. Una perizia, infatti, aveva già stabilito che crediti e debiti con Palazzo San Giorgio si equivalevano, anzi era Esattorie ad avanzare qualcosa, ma ora sarà la gestione commissariale che metterà i conti a posto, anche se non si esclude la costituzione come parte lesa nei confronti di chi ha ingiustamente diffamato la famiglia Marcucci.
Con le banche e altri creditori, invece, si darebbe il via alla trattativa di concordato vero e proprio. Ma tenendo anche presente che Esattorie Spa ha un fondo di garanzia già in essere presso il sistema bancario.
In conclusione, quella che sembrava una catastrofe si sta avviando verso una soluzione pilotata, anche se la famiglia Marcucci, proprietaria di Esattorie Spa fa sapere che, in ogni caso, la società non opererà più. Onorerà tutte le proprie partite contabili ancora aperte e chiuderà bottega.
A questo punto è essenziale che Regione e Anci Molise si diano subito da fare per costituire una società pubblico-privata per la riscossione dei crediti. Spazio ce n’è a sufficienza, clienti pure, e sarebbe la soluzione migliore per reimpiegare tutto il personale la cui professionalità è un patrimonio necessario per ripartire col piede giusto.

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