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mercoledì, Luglio 17, 2024

Taglio alle spese dei Gruppi: dai consiglieri solo fumo negli occhi

AperturaTaglio alle spese dei Gruppi: dai consiglieri solo fumo negli occhi

di GIOVANNI MINICOZZI

Stiamo assistendo ad uno spettacolo deprimente: dinanzi alla protesta dilagante nell’opinione pubblica, nessuno pone riparo allo scandalo delle spese pazze dei gruppi regionali e nessuno, seriamente, agisce sul fronte dell’adeguamento alla normativa sulla riduzione dei costi della politica.In Piemonte hanno già restituito il maltolto, in Molise invece tutto tace.

Le polemiche esplose dopo la denuncia di Marcello Veneziale sul mancato recepimento della legge 174 entro il termine previsto di tre mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio che, di fatto, ha rinviato il taglio delle indennità e del finanziamento ai gruppi consiliari e ha spinto gli inquilini di Palazzo Moffa a rivedere i loro piani e accelerare l’iter. Si tratta, però, solo di dichiarazioni di buona volontà ma, di fatto, manca ancora la proposta di legge sui tagli ai costi della politica. Servirà altro tempo poiché, come tutte le leggi, la proposta dovrà passare prima nella commissione competente e poi in Aula per la definitiva approvazione. Tempi ancora lunghi, dunque e, le nuove norme, se tutto filerà liscio, potrebbero entrare in vigore subito prima della pausa di Ferragosto. Ovvero, a soli 40 giorni dall’ultima scadenza dopo la quale, la legge 174, prevede lo scioglimento del Consiglio regionale. A dirla tutta, l’agenda della riunione dell’Assemblea regionale al primo punto prevede un ordine del giorno, ovviamente bipartisan, sulla rendicontazione delle spese dei gruppi consiliari relativa all’anno 2012 e sull’applicazione della 174. Niente di più. Solo fumo negli occhi dei molisani che sono sempre più indignati con l’aggravante di una probabile decisione di autoassoluzione collettiva per le malefatte commesse nell’utilizzo dei soldi pubblici erogati ai gruppi. Tra l’altro, dopo il mezzo passo indietro fatto dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, stretto nella morsa dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli di tutta Italia e forse dal governo nazionale, sta passando l’idea dell’impunità per chi si è reso responsabile di rendicontazioni non ammissibili. Ma è opportuno ricordare che, oltre al rispetto della normativa nazionale varata nell’ottobre del 2012, si deve tener conto anche della legge regionale numero 20 del 1991 che regolamenta il finanziamento e l’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi. Secondo la sezione Autonomie della Corte dei Conti, infatti, non ci sarà nessun colpo di spugna e, dunque, i 700mila euro non rendicontabili, dei quali 48mila solo dalla Federazione della Sinistra e circa 90mila dell’Italia dei Valori, spesi nell’anno 2012, dovranno essere restituiti per riparare al danno erariale commesso, come hanno già fatto i consiglieri regionali del Piemonte. Ai reati penali conseguenti (peculato, appropriazione indebita e truffa) ci sta già pensando invece la Procura delle Repubblica di Campobasso, ma solo per gli anni 2009, 2010 e 2011. Intanto, sono venuti fuori altri dettagli sulle spese “pazze” sostenute dai capigruppo di Palazzo Moffa soprattutto nella Capitale. Gran parte della bella vita si svolgeva, infatti, a Roma tra ristoranti chic, locali per vip e lap dance ubicati tra via Veneto e Trastevere. Il popolo però insorge e, secondo indiscrezioni, nei prossimi giorni nasceranno comitati spontanei contro la mala politica.

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