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mercoledì, Luglio 17, 2024

La Corte dei (finti) tonti. Spese pazze dei Gruppi e taglio ai costi della casta: tutto tace

AperturaLa Corte dei (finti) tonti. Spese pazze dei Gruppi e taglio ai costi della casta: tutto tace

di PASQUALE DI BELLO

In un clima di assordante silenzio stanno finendo nell’oblio due questioni centrali per la moralità della vita pubblica: il controllo sulle spese folli dei Gruppi regionali e il mancato taglio ai costi della politica. Occorre restare vigili, soprattutto sul fronte dell’informazione e della pubblica opinione.

Scriviamo questo pezzo col pensiero rivolto a Darwin, perché se è vero che esiste un’evoluzione della specie, è altrettanto vero (e ne abbiamo le prove) che esiste pure un’involuzione. Parliamo, per essere più precisi, della specie politica. Più passano i giorni e più quella raccapricciante vicenda delle spese folli dei Gruppi regionali sta diventando un pallido ricordo. Immagini sbiadite di un tempo passato quando si spendeva allegramente. Oggi, invece, all’opulenza del tempo che fu la specie politica sta sostituendo (si fa per dire) uno stile di morigeratezza che se non sfiora il pauperismo poco ci manca. Se continuiamo di questo passo, non sarà più necessario disporre di alcun edificio istituzionale per le riunioni del Consiglio regionale del Molise; non servirà più l’aula di Palazzo Moffa ma basteranno gli alberi della villa comunale e lorsignori consiglieri non avranno più bisogno né di auto né tanto meno di autisti: si sposteranno comodamente di frasca in frasca aggrappandosi come tanti Tarzan alle liane. Ad altro non pensano (anche qui si fa per dire) che a tagliarsi indennità e prebende. Pare che non abbiano altre occupazioni se non quella di tagliare e noi non possiamo che rallegrarcene. Stiano solo attenti, in questo cambiamento repentino, a non tagliarsi anche la liana, altrimenti rischiano di sfracellarsi al suolo.

Tutto sta cambiando, dicevamo. Pensate: la Corte dei conti, ad esempio, dopo aver lavorato per mesi al controllo dei resoconti prodotti dai Gruppi regionali nel 2012, ha fatto sapere che il lavoro svolto ha solo valore “ricognitivo”. Un eufemismo per dire che è lavoro buttato al vento. Mesi di controllo e mesi di magistrati e strutture pagati e pagate per questo lavoro, adesso se ne vanno in fumo. Viene da chiedersi, dopo che il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, ha dichiarato il solo valore ricognitivo di quei controlli, che senso abbiano le parole scritte (per restare al nostro caso) dalla sezione molisana della Corte dei conti in sede di analisi dei consuntivi 2012 prodotti dai gruppi: “In assenza di una norma che differisca al successivo esercizio l’operatività dei controlli esterni previsti dal d.l. n. 174 del 2012, deve, pertanto, ritenersi che le Sezioni regionali siano chiamate a svolgere le relative attività con riferimento al primo rendiconto redatto dopo l’introduzione del decreto in parola, ossia quello del 2012”. Ciò detto, e nel bel mezzo del furor di popolo che chiede a gran voce la punizione di chi ha sperperato i quattrini dei contribuenti, arriva il “contrordine compagni” di guareschiana memoria: le nuove norme sulle spese dei Gruppi regionali – ha detto Giampaolino da Roma – ed il relativo impianto sanzionatorio (praticamente il blocco dei fondi e la restituzione del malloppo) si applicheranno dall’esercizio 2013. Insomma, quantomeno siamo sull’ottovolante e francamente disorientati difronte ad una lettura tanto ondivaga (o almeno lo è per noi) della normativa.

Ma il punto, messe così le cose, non è più questo. Più che alla Corte dei conti (che pure dovrà farci capire che intenzioni ha) bisognerà prestare attenzione a quel che farà un’altra corte, la “Corte dei tonti” o, per essere più precisi, dei finti tonti. Vediamo di spiegarci. Dall’esame fatto dai magistrati contabili della Sezione Molise, è emerso di tutto e anche di più. Un uso disinvolto del denaro pubblico al limite del voltastomaco: gelati, pizzette, ristoranti a go go, consulenze giornalistiche, caffè, revisioni auto, rimborsi miserrimi e miserandi da dieci centesimi, luci, luci rosse, luci di stop e a momenti anche le lucette di Natale. I resoconti di tutti i Gruppi, dal primo all’ultimo, sono risultati (seppur con diverse sfumature) irregolari. Dinanzi a questo, e dinanzi ad un’opinione pubblica inferocita, qual è stata la reazione di lorsignori? Quella del silenzio più assoluto. A dire il vero qualcuno ha parlato, ma ha parlato a sproposito e invece di restituire il malloppo (cosa tuttora auspicabile) ha pensato bene di attaccare la stampa e l’informazione, come se lo scandalo se lo fossero inventati i giornalisti. Insomma: fanno i tonti o, meglio, i finti tonti e vedrete che continueranno a recitare la parte senza restituire un centesimo. Anzi, dopo il recente intervento della Corte dei conti la Corte dei tonti riprenderanno boria, spocchia e baldanza. Guardate, quanto a tontaggine acuta, quello che si sta verificando sul mancato adeguamento alla normativa taglia costi e taglia casta.

Con la sola eccezione del consigliere regionale del Pdl Nicola Cavaliere, che lo aveva detto in maggio (ma non si capisce perché non lo abbia ripetuto da lì in avanti ogni giorno), tutti gli altri mostrano indifferenza dinanzi ad una gravissima inadempienza che, oltre alle sanzioni, potrebbe portare anche allo scioglimento anticipato della legislatura regionale. Ma a questo non arriveremo, lorsignori si sveglieranno prima o poi e alla venticinquesima ora porranno rimedio al misfatto: chi volete rinunci ad altri quattro anni e mezzo di lautissime indennità? Perché lautissime resteranno, nonostante la cura dimagrante obbligatoria. Poi torneranno tutti diligentemente a lavoro, senza restituire un centesimo e, principalmente, senza accorgersi mai di nulla. Volete fare una prova? Provate a sussurrargli all’orecchio i nomi di Bach, Beethoven e Mozart, loro vi risponderanno che non li conoscono, trattandosi probabilmente di tre nuovi cantautori. Galileo? Dev’essere il nome di un cinema, di certo. Loro, lorsignori, non sanno, non sapevano e non sapranno mai nulla. Nulla delle spese folli, nulla delle spese da tagliare. Loro, lorsignori, nella propria vita felicemente vegetale ascoltano solo musica classica, altro che questo rullo di bidoni messo nell’aria dai giornalisti.

 

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