di PASQUALE DI BELLO

“Sul Termoli Jet ci costituiremo parte civile”. Lo ha detto in esclusiva al Giornale del Molise Paolo di Laura Frattura, presidente della Regione. Una presa di posizione netta che contribuirà, in sede penale, all’accertamento dei fatti. Sotto accusa, per truffa aggravata, buona parte degli ex governanti regionali. Il catamarano alla fonda di Termoli è costato ai contribuenti oltre 8 milioni di euro.

Arriva la notizia che molti (e noi tra questi) aspettavano: la Regione Molise si costituirà parte civile nel processo penale per il “Termoli Jet”, la nave costata alle casse regionali oltre otto milioni di euro e tutt’ora parcheggiata nel porto della cittadina adriatica. Un monumento alla strafottenza oltre che allo sperpero.  La decisione di Frattura è un ulteriore segnale che i tempi, decisamente, stanno cambiando. Nella scorsa legislatura, per capirci, con la delibera 198/2010 la Giunta Iorio decise che come regola generale valeva quella della non costituzione di parte civile nei processi penali che riguardavano la Regione. Nella  circostanza specifica, quella del Termoli Jet, lo stesso Iorio avrebbe dovuto rivestire un doppio ruolo: quello di imputato e quello di rappresentante pro tempore della parte offesa, ovvero la Regione. Fu per questo, probabilmente, che si optò per la soluzione appena descritta.

Cambiano i tempi e arriva Frattura e quella delibera viene cancellata lo scorso 25 maggio con una nuova (la 231/2013) che la revoca, ripristinando la situazione ordinaria, quella che, codice alla mano, consente alla Regione di potersi costituire tanto in udienza preliminare quanto in sede di prima udienza dibattimentale. Sta di fatto, però, che tra una delibera e l’altra, tra una revoca e una cancellazione, alla Regione la costituzione di parte civile era sfuggita lo scorso 5 giugno in occasione della prima udienza del dibattimento. In quella circostanza, tuttavia, il processo per un difetto di notifica e, principalmente, per la richiesta di riformulazione del capo di imputazione chiesta dai difensori della parti (otto persone, quasi tutti politici: oltre a Iorio, gli ex assessori Chieffo, Vitagliano, De Matteis, Di Sandro e Picciano; gli altri sono il dirigente regionale Domenico Pollice e gli imprenditori Giuseppe e Paolo Larivera). Essendo prescritti i reati di falso e abuso d’ufficio, resta in piedi la sola accusa di truffa aggravata. Reato che era ben specificato nel capo di imputazione firmato dal Pm Fabio Papa ma che il Gup dell’epoca, Elena Quaranta, non aveva sufficientemente isolato dai reati prescritti in sede di formulazione del decreto che ha disposto il giudizio. Insomma, un cavillo che ha fatto perdere ulteriore tempo e che rischia di portare a prescrizione anche il reato di truffa, datato 2005 e i cui termini scadono a ottobre 2013.

Si riparte quindi dall’udienza preliminare che, visto l’ampio discernimento di ogni aspetto, dovrebbe essere un fatto puramente tecnico ai fini della disposizione di un nuovo decreto che dispone il giudizio. Il Gup, questa volta, è la dottoressa Cardona Albini che non dovrebbe aggiungere niente a quanto è stato già ampiamente acclarato.

Unico aspetto positivo in questa fisarmonica di udienze è che, stando così le cose, si è riaperta per la Regione la possibilità di costituirsi parte civile. Frattura, che abbiamo sentito in proposito, ci assicurato che ciò avverrà in sede di prima udienza dibattimentale. E’ un dato questo, un segnale, estremamente positivo. La parte civile nel processo penale contribuisce all’accertamento dei fatti e chi in questo caso, meglio della Regione, può contribuire a capire quello che è successo in Regione? Ottimo Frattura, quindi, e ottimi i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, gli unici ad oggi ad essersi dichiarati apertamente per la costituzione di parte civile.

 

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