Da tre mesi senza stipendio e con le spese per la famiglia, i mutui, e le scadenze da rispettare.
Questa volta, però, sono i dipendenti di Esattorie Spa che devono fare i conti con i loro creditori. Per un tragico e beffardo destino i settanta lavoratori che erano sempre a caccia di crediti da esigere, su tutto il territorio regionale, questa volta sono finiti dall’altra parte della barricata.
Si parla della drammatica situazione di Esattorie Spa, l’azienda con sede a Isernia, Campobasso e Termoli che cura, fino al 30 giugno, la riscossione di tributi comunali e del bollo auto regionale.
L’intenzione di Carlo Marcucci, storico titolare della società, è quella di tirare i remi in barca. Ha presentato domanda di concordato all’autorità giudiziaria ed è in attesa della decisione dei giudici del tribunale di Isernia. Tutto ciò mentre la situazione generale si fa sempre più pesante. Lui, Marcucci, sostiene di avanzare dai comuni serviti circa venti milioni di euro, mentre ieri è arrivata anche la diffida del comune di Viterbo che chiede a Esattorie quattro milioni. Cifra che si aggiunge ai nove milioni chiesti dal comune di Campobasso e ai sei milioni chiesti dal comune di Isernia.
In pratica Esattorie dovrebbe ai tre principali comuni serviti un totale di diciannove milioni. Una situazione drammatica che ha chiuso i rubinetti del credito bancario e che sta portando alla disperazione i dipendenti senza stipendio da tre mesi. Un’emergenza che dovrà trovare al più presto una soluzione, anche perchè ci sono centinaia di procedimenti interrotti. Gente che ha pagato i debiti, ma che ha ancora i fermo macchina o le ipoteche sulla casa.
Esattorie è totalmente paralizzata ed è il caso che si intervenga al più presto anche perchè la soluzione della società regionale per le riscossioni sembra la più idonea a garantire la trasmissione delle professionalità e la salvaguardia dei posti di lavoro.

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