di Emi Curatolo

 

Veri e propri quadri viventi sono quelli che sfilano accompagnati dalla Marcia dell’Opera Mosè di Rossini per le vie centrali di Campobasso il giorno del Corpus Domini. I tredici “ Misteri” rappresentazioni sacrali con un’anima che interagiscono con espressioni e simbolismi ed esaltano una tradizione che si ripete dal 1740, da quando Paolo Saverio Di Zinno, scultore molisano, inserì nelle opere lignee una lega metallica particolare ed unica in grado di apportare stabilità flessibilità e grande leggerezza agli “ingegni”.
Così si chiamano queste macchine, orgoglio del popolo molisano, vere e proprie creazioni frutto di ingegno misto a grande creatività e devozione, macchine che si muovono grazie alle braccia e alla tenacia dei portatori, uomini che per lunghe ore e spesso sotto i raggi cocenti del sole di giugno si ergono a sorreggere enormi basi di legno dalle quali si innalzano e diramano strutture in metallo che, mediante imbragatura per attutire i colpi, portano e sorreggono i figuranti vivi.
Le opere viventi così sorrette si muovono all’unisono col passo andante dei portatori, mentre ogni spettatore diviene a sua volta interlocutore partecipe a questa immensa raffigurazione della spiritualità cristiana.
Ogni Mistero è strutturato in modo da poter descrivere in maniera simbolica ma dettagliata la vita o il miracolo di un Santo o di una Concezione Divina.

Apre la sequenza l’illustrazione del Miracolo di San Isidoro, il povero contadino spagnolo che per dedizione e profonda fede dedicava gran parte del suo tempo alla preghiera piuttosto che alla coltivazione del campo assegnatogli e che fù ripagato dal Signore per la sua virtu’ cristiana con un raccolto proficuo ed abbondante: egli rappresenta e protegge i coltivatori ed i contadini. Segue il Mistero di San Crispino, danaroso senatore romano che si spogliò di ogni bene per aiutare e sostenere i perseguitati cristiani divenendo alfine perseguitato egli stesso. Il terzo è quello di San Gennaro, Santo Patrono della città di Napoli nativo di Benevento, venerato in tutta Italia, gettato prima tra le belve feroci che ammansì con dolci parole, poi nel fuoco che non lo bruciò infine decapitato e il suo sangue raccolto in una caraffa di vetro. Ogni anno, a Napoli, si attende il Miracolo del sangue di San Gennaro che si liquefà.
Il quarto Mistero riproduce il Sacrificio di Abramo che vediamo sospeso con il braccio alzato ed il pugnale in mano pronto a vibrare il colpo sul suo unico figliolo Isacco mentre un Angelo prontamente lo ferma.

Il quinto è il Mistero della Maddalena che dopo la morte di Gesù visse in esilio fine alla fine dei suoi giorni e ricevette la SS Eucaristia da San Massimino. Il sesto dipinge Sant’ Antonio Abate il quale, ritiratosi a vita eremita nel deserto viene qui più volte tentato dal demonio che veste gli abiti voluttuosi e lusinghieri di giovane attraente e vanitosa fanciulla. Il settimo Mistero è quello dell’Immacolata Concezione, è questo ricco di simbolismi come la croce simbolo della redenzione, il serpente, il globo ed il giglio. L’ottavo è San Leonardo protettore dei carcerati e prigionieri, il nono San Rocco, il Santo con la “crocetta sul petto” colui che lasciò ogni bene terreno per assistere gli appestati e gli infermi. Il decimo è il Mistero è quello dell’Assunzione, gli Angeli e Gesù tra fiori e preghiere accompagnano in cielo la Vergine Maria.
L’undicesimo Mistero è San Michele, sul carro sfilano il Santo sopra tutti con una spada in mano che scaccia negli inferi Lucifero e gli altri Angeli divenuti demoni posti ai lati, creature del Male che si dimenano in posizioni ed espressioni molto suggestive.
Il dodicesimo vede San Nicola e il suo miracolo nel riportare in patria, a Bari, un giovinetto prigioniero in Babilonia. Sul carro sono presenti ben otto personaggi e pesa 563 kg. Il tredicesimo ed ultimo Mistero è stato costruito posteriormente seguendo le indicazioni trovate sul progetto del Di Zinno ed è il Mistero del Sacro Cuore, comunemente chiamato “la Sacra Famiglia”. Sulla macchina vediamo sette personaggi : San Giuseppe la Madonna e il Bambino, contorniati da Angeli e fiori.

Ma tutto quel che possiamo dire di questa manifestazione,la grande curiosità che come alone la precede e la segue, non possono certo bastare a spiegare e commentare quanto irresistibile coinvolgimento e passione si possano provare nell ’ assistervi e nel lasciarsi trascinare dal turbine del Sacro misto al profano.

 

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