L’Italia è il secondo paese in Europa, dopo la Grecia, in cui è maggiormente diffusa la corruzione. Lo dicono i dati ufficiali e un paese dove c’è questa piaga non ha futuro, perché la corruzione blocca lo sviluppo economico e impedisce alle imprese di innovarsi per essere competitive. In Molise da qualche mese è nata una commissione regionale anticorruzione che indaga su abusi collegati al voto e alla gestione pubblica. Su 44 casi segnalati, 13 hanno avuto risvolti penali. Gli altri sono stati segnalati per irregolarità contabili e amministrative. Tanti i cittadini che finora si sono rivolti all’organismo che è presieduto dal professor Vincenzo Musacchio che è tornato a chiedere l’accreditamento della commissione presso la Regione in modo da poter essere ancora più incisivi sulle indagini.

Prima della denuncia occorre un cambio culturale, di mentalità a partire dai cittadini”. Così il procuratore capo di Larino Ludovico Vaccaro ha esordito nel suo intervento sulla corruzione nella pubblica amministrazione. “Dovete abbandonare l’idea di andare avanti per favori o raccomandazioni, ce la dovete fare con le vostre forze”: questo il messaggio lanciato da Vaccaro agli studenti della scuola media Maria Brigida, premiati per aver realizzato un disegno sul tema della giornata che ha vinto il premio Sandro Pertini. Nonostante in Italia la corruzione sia in aumento, si è ridotto il numero dei reati denunciati. Questo è segno di sfiducia verso la giustizia, è per questo che secondo Vaccaro è necessario invertire la rotta.

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