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Attualità - Evidenza - QD - 3 Giugno 2013

Incidente sulla Isernia-Castel di Sangro, un morto e due feriti gravi

L’incidente si è verificato tra la galleria Collacchio e il viadotto Ripa, sulla superstrada Isernia-Castel di Sangro, nel territorio di Forlì del Sannio. Ha perso la vita Eugenio Trione, 52 anni. Residente a Rionero Sannitico, ma originario del Venafrano, viveva per motivi di lavoro a Castel di Sangro. Gravemente ferito il figlio di otto anni, in viaggio con lui sulla Lancia Y: ha riportato lesioni alla milza e fratture agli arti. Gravissime anche le condizioni di una donna di 29 anni, originaria di Acquaviva d’Isernia, alla guida di una Peugeot 306. Ricoverata all’ospedale Veneziale, è stata sottoposta a un intervento chirurgico per ridurre un’emorragia all’addome. La prognosi è riservata. Sulle cause dell’incidente indagano i Carabinieri della stazione di Forlì del Sannio e del Nucleo radiomobile della compagnia di Isernia, sul posto insieme ai Vigili del fuoco, al 118 e al personale dell’Anas. La dinamica è complessa, ancora tutta da chiarire. Stando ai primi rilievi effettuati dai militari dell’Arma, si presume che una delle due utilitarie coinvolte nell’incidente sia sbandata in galleria, finendo prima contro il muro e la barriera, poi sulla corsia opposta insieme all’altra auto. L’impatto è stato violentissimo: la Y e la 306 si sono letteralmente accartocciate. Per Trione purtroppo non c’è stata via di scampo. Da quanto si è appreso la donna stava scendendo a Isernia per andare a lavorare all’esattoria, mentre non si è ancora capito se il 52enne fosse diretto a Castel di Sangro oppure verso Isernia. L’uomo, già anestesista dell’ospedale abruzzese, in seguito a un altro incidente in cui rimase gravemente ferito alcuni anni fa, era stato trasferito al distretto sanitario del centro sangrino, dove coordinava un settore amministrativo. Lavorava anche in due studi di oculistica a Venafro e Castel di Sangro. Intanto sulle condizioni del bambino il primario del pronto soccorso di Isernia, Lucio Pastore, denuncia la situazione paraddosale causata dai tagli alla sanità: “Per il bimbo – ha detto – dovevano intervenire contemporeanamnete i reparti di chirurgia e ortopedia, invece si è stati costretti a operare in due fasi e in due ospedali diversi, a discapito del paziente”.

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