di Giovanni Minicozzi

Il tira e molla sul quinto assessore regionale tiene col fiato sospeso Vincenzo Cotugno, eletto con oltre 4mila preferenze nella lista di Rialzati Molise, e alimenta polemiche nella stessa maggioranza di centrosinistra che appare sempre più sfilacciata. In particolare, non è chiaro l’atteggiamento del Pd, né la posizione dell’Udeur che insieme decretarono l’elezione di Vincenzo Niro alla presidenza del Consiglio regionale proprio a scapito di Vincenzo Cotugno. Appare chiaro, invece, che un eventuale veto espresso da Pd e Udeur al presidente Frattura, sulla nomina, a costo zero, di Vincenzo Cotugno potrebbe compromettere sia l’alleanza con Rialzati Molise sia la compattezza della stessa maggioranza anche in vista di decisioni importanti che il governo regionale dovrà assumere sulle tante emergenze del Molise. Comunque, il braccio di ferro continua e, al momento, non è dato sapere qual è la posizione dei vertici del Pd. Danilo Leva e Roberto Ruta mantengono, infatti, le bocche cucite e non si sbilanciano né a favore né contro la nomina del quinto assessore. Ha parlato chiaro, invece, fin dall’inizio della vincenda, il capogruppo Francesco Totaro il quale, a più riprese, ha chiesto un promunciamento collettivo negli organismi del Pd contrapponendosi, di fatto, senza nascondersi dietro un dito, al presidente Paolo Frattura. Secondo indiscrezioni, però, il nodo potrebbe essere sciolto nelle prossime ore in un vertice segreto al quale parteciperanno gli eletti del Pd a Palazzo Moffa, Michele Petraroia, Massimiliano Scarabeo, Francesco Totaro e Domenico Di Nunzio con il segretario, onorevole Danilo Leva, il senatore Roberto Ruta, presidente del partito e con il governatore Paolo Frattura. La prova del nove, invece, ci sarà sabato mattina nella riunione del Consiglio regionale, già convocata dal presidente Vincenzo Niro, che dovrebbe abrogare la legge numero 21 del 2012 per eliminare il vincolo che blocca la nomina del quinto assessore. L’Aula dovrebbe anche votare un ordine del giorno proposto da Salvatore Ciocca che chiede la nomina di una commissione d’inchiesta sul bilancio Consuntivo 2011, impugnato dal governo nazionale e rimesso al giudizio della Corte Costituzionale. La commissione dovrà accertare lo stato dei conti pubblici regionali e relazionare all’Aula in una sessione da tenersi prima dell’approvazione del bilancio Consuntivo relativo all’anno 2012.

(Giovanni Minicozzi)

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