di Anna Maria Di Matteo

La maggioranza vota compatta contro la richiesta della minoranza. La seduta aggiornata a sabato prossimo quando l’aula sarà chiamata a votare l’abrogazione della legge 21 ‘taglia poltrone’

La maggioranza ha respinto la mozione presentata dal centrodestra che chiedeva  al presidente della Regione Paolo Frattura di promulgare lo Statuto, approvato nel corso della passata legislatura. La votazione è giunta al termine di un articolato dibattito nel corso del quale non sono mancati scambi di accuse tra i due schieramenti. Era  stata proprio la consigliera  del Pdl, Angela Fusco Perrella, ad aprire il dibattito con il suo articolato intervento, incardinato soprattutto sugli aspetti tecnici della vicenda. L’esponente di opposizione aveva esortato il governatore a dare seguito a quello che è  un obbligo di legge, anche per mettere la Regione al riparo da eventuali provvedimenti sanzionatori da parte dello Stato qualora lo Statuto non dovesse essere promulgato. E riferendosi al parere fornito dall’Avvocatura dello Stato, secondo cui il presidente può ancora prendere tempo, la Fusco aveva tenuto a sottolineare come quel parere abbia carattere consultivo e non certo vincolante. Particolarmente critico il collega di partito, Cavaliere che nel suo intervento aveva ricordato  come quegli stessi consiglieri che oggi sono in maggioranza ( Petraroia, Di Pietro, Leva, lo stesso presidente Frattura), nel corso della passata legislatura avessero condiviso e votato la legge 21, quella che oggi il governatore  ed il centrosinistra vogliono abrogare per consentire l’allargamento della Giunta. Provvedimento che, secondo la minoranza,  è strettamente collegato alla mancata promulgazione dello Statuto. Cavaliere aveva  invitato il presidente della Regione a riflettere, a tornare sui propri passi, evitando di andare avanti con quella che ha definito una ‘follia politica’. Perché in caso contrario l’opposizione si vedrà costretta, suo malgrado, ad alzare le barricate, a mettere in atto iniziative per impedire che la legge 21, quella che ha ridotto il numero dei consiglieri e degli assessori, venga abrogata.  Un appello caduto nel vuot0, visto che dopo gli interventi dei consiglieri di maggioranza e del presidente Frattura che avevano difeso con decisione la linea politica adottata, la mozione è stata bocciata. A votare a favore l’intera minoranza, compresi i due consiglieri del Movimento 5 Stelle che, pur non condividendo il metodo del centrodestra, nel loro intervento avevano tuttavia espresso critiche nei confronti della decisione del governatore di non  promulgare ancora lo Statuto. La seduta si è chiusa così. Dell’abrogazione della legge 21 se ne parlerà sabato, quando tornerà a riunirsi nuovamente, stavolta  in seduta obbligatoria, il Consiglio regionale.

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