di Anna Maria Di Matteo

Martedì prossimo in Consiglio regionale dovrebbe essere discussa la mozione presentata all’inizio della legislatura dai consiglieri Fusco, Cavaliere, Sabusco e Micone. In aula anche la proposta della Giunta di abrogare la legge taglia poltrone

Archiviate le dichiarazioni programmatiche del governatore Frattura il centrodestra si prepara a dare battaglia in aula. Martedì prossimo dovrebbe essere infatti discussa in Consiglio regionale la mozione con la quale l’opposizione chiede al presidente della Regione di procedere nella immediata promulgazione dello Statuto. Il documento era già stato iscritto all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio, ma per volontà degli stessi esponenti di centrodestra (Fusco, Micone, Cavaliere e Sabusco), la discussione era stata rinviata per consentire un approfondimento della materia. A distanza di tre settimane, dunque, la mozione torna nuovamente in Consiglio regionale. “Non intendiamo fare alcun passo indietro – ha annunciato Angela Fusco Perrella del Pdl – Restiamo dell’idea che lo Statuto debba essere promulgato, nonostante Frattura abbia avuto parere favorevole circa la possibilità di prendere tempo. E’ una questione di opportunità. Non possiamo condividere la decisione di attendere ancora e quindi in Consiglio regionale ribadiremo con forza la nostra posizione, chiedendo il rispetto della legge”. Una richiesta destinata a cadere nel vuoto, visto che nel centrosinistra, malgrado qualche malumore,  c’è comunque accordo sulla mossa decisa dal governatore. Che dunque punta a risolvere in fretta il problema rappresentato dalla legge 21 del 2012. La legge, lo ricordiamo, era stata approvata nel corso della passata legislatura per ridurre i costi della politica. Il provvedimento, fortemente voluto dall’allora governatore Iorio, ha ridotto da trenta a venti il numero dei consiglieri e da otto a quattro quello degli assessori. Già, gli assessori. E’ proprio questo il punto. L’attuale presidente Frattura è  deciso ad allargare l’esecutivo, portandolo a cinque per consentire l’ingresso  di Vincenzo Cotugno, esponente di Rialzati Molise rimasto fuori da ogni incarico istituzionale o di governo. Ma per procedere Frattura deve necessariamente ‘eliminare’ quella legge che allo stato attuale non gli consente di fare alcun allargamento. Ecco perché, dopo aver ottenuto il via libera della Giunta, il presidente si accinge ad ottenere l’ok anche dal Consiglio regionale, portando in aula la proposta di abrogarla. La questione dovrebbe essere affrontata in Consiglio regionale proprio martedì prossimo e dunque si prevedono scintille in aula tra maggioranza ed opposizione e per certi versi anche all’interno della stessa maggioranza, visto che al suo interno non c’è piena convergenza sul quinto assessore. Qualche mal di pancia che non sembra impensierire più di tanto Frattura, deciso ad andare avanti come un treno. I mal di pancia arrivano e, si sa, passano, con o senza medicine.

 

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