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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - 11 Maggio 2013

Patto di stabilità, la gaffe di Brasiello

di ENZO DI GAETANO

“Brasiello farebbe bene a consultare la sua coalizione prima di parlare. L’anno scorso sui problemi o presunti tali inerenti al Patto di stabilità 2010, il centrosinistra ha condotto quasi interamente la campagna elettorale. L’onorevole Danilo Leva ci diede dei ‘cialtroni’, ora invece il suo candidato sindaco è disposto a sforare il Patto pur di saldare i debiti con le imprese in difficoltà. Parole che la dicono lunga sulla coerenza dei nostri avversari”. Così Piero Sassi, ex assessore al Bilancio del Comune di Isernia e candidato consigliere nelle file di Grande Sud

“Brasiello farebbe bene a consultare la sua coalizione prima di parlare. L’anno scorso sui problemi o presunti tali inerenti al Patto di stabilità 2010, il centrosinistra ha condotto quasi interamente la campagna elettorale. L’onorevole Danilo Leva ci diede dei ‘cialtroni’, ora invece il suo candidato sindaco è disposto a sforare il Patto pur di saldare i debiti con le imprese in difficoltà. Parole che la dicono lunga sulla coerenza dei nostri avversari”. Così Piero Sassi, ex assessore al Bilancio del Comune di Isernia e candidato consigliere nelle file di Grande Sud, nel corso della conferenza stampa a tema Patto di stabilità, durante la quale ha voluto rompere pubblicamente il silenzio sul l’argomento “dopo un anno di attacchi”. Accanto a lui, vari aspiranti consiglieri comunali del centrodestra e il candidato sindaco Giacomo d’Apollonio, che non ha mancato di esternare le sue perplessità in merito all’atteggiamento dello schieramento avversario. “Da un anno a questa parte il centrosinistra ha cambiato completamente rotta – ha dichiarato d’Apollonio – non solo sulla questione dei conti pubblici, ma anche su altri temi, come quello della stazione. Brasiello ha detto di voler riqualificare l’area nei primi 100 giorni. Ma non ricorda che, l’anno scorso, fu avanzato un ricorso da un gruppo di cittadini, anche vicini al centrosinistra, che bloccarono il progetto della vecchia amministrazione Melogli. Un progetto che, si badi, andava proprio in quella direzione”. Da parte di Sassi, inoltre, sono stati forniti anche una serie di dettagli tecnici sulla situazione finanziaria del Comune. “Nel nostro programma – ha continuato l’ex assessore alle Finanze – parliamo di contenimento della pressione fiscale. Si può fare per davvero. Perché il bilancio è stato sempre portato avanti in maniera brillante, da parte nostra. I fornitori venivano pagati per tempo, le imprese respiravano. Sfido chiunque a smentirci. Nessun imbroglio, nessuno ha rubato nulla, i soldi ci sono. In primis, ricordo che il presunto sforamento del Patto 2010 è ancora sub iudice. E poi che non si tratta di un debito, ma di un indice. Insieme all’ex sindaco Melogli abbiamo prodotto un ricorso e ottenuto la sospensiva: ora attendiamo il dispositivo ma siamo certi delle nostre ragioni. E per il 2011, inoltre, la cosiddetta sanzione da 540mila euro non è affatto tale: si tratta di un mancato trasferimento di fondi statali, cosa ben diversa. E tale somma, nel complesso di un bilancio di portata ampia come quello del Comune di Isernia, incide sul bilancio 2013. Ci tengo a sottolineare che basta padroneggiare la materia per recuperare le somme da altre parti. Non solo: sul presunto sforamento 2011, ricordo che c’è un accertamento in corso da parte della procura della Repubblica, dopo un esposto presentato da Melogli. Il tempo ci darà ragione”. Sassi ha poi ricordato come il centrosinistra parli della necessità di un’immediata ricognizione dei conti pubblici, “ma la relazione degli ispettori ministeriali – ha precisato – chiarisce che lo stato di dissesto, al Comune di Isernia, non esiste. Anzi: il dito viene puntato contro la struttura, non contro l’operato della politica. Voglio dire ai cittadini di Isernia che ci sono circa 3 milioni di euro frutto dell’avanzo di amministrazione: somme che hanno già specifica destinazione e che potrebbero essere appaltate subito per una serie di opere pubbliche, tra cui due opere a Castelromano del valore di mezzo milione di euro. Tuttavia i commissari prefettizi si sono irrigiditi rispetto alle azioni del centrosinistra contro l’ipotetico sforamento del patto di stabilità e i tali lavori non vengono appaltati per timore di dover fornire giustificazioni al riguardo. Risultato: i cittadini non vedono soddisfatte le proprie esigenze e i progettisti aspettano da tempo immemore di essere pagati, con il rischio di nuovi contenziosi a danno dell’ente”.

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