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mercoledì, Aprile 24, 2024

Sicurezza nelle scuole, Nicola Magrone a Santa Croce di Magliano: “In Italia troppe leggi e poca prevenzione”

FocusSicurezza nelle scuole, Nicola Magrone a Santa Croce di Magliano: “In Italia troppe leggi e poca prevenzione”

Di MICHELE MIGNOGNA

Nicola Magrone, consigliere di Cassazione, è tornato in Molise per un convegno sulla sicurezza nelle scuole, o meglio, sulle leggi che regolano la sicurezza degli edifici scolastici, organizzato dal Liceo Scientifico. Senza mezzi termini, Magrone, che è stato a capo della Procura della Repubblica di Larino proprio negli anni del sisma, ha rilevato come in Italia si facciano troppe leggi, a volte inutili, ma che non solo non sono applicate, ma non si fa un minimo di prevenzione. Ma i cittadini ormai hanno capito e si muovono di conseguenza.

Per Nicola Magrone che ha passato diversi anni nella Procura della Repubblica di Larino, è come tornare a casa, come ripercorrere quei luoghi in cui nel 2002, il sisma buttò giù la scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, con la morte di ventisette bimbi e un’insegnante, da allora Magrone ripete una cosa molto semplice “in Italia ci vuole più prevenzione e meno leggi”. Meno leggi, significa innanzitutto applicare quelle che ci sono nella maniera più puntuale possibile, e poi insistere sulla prevenzione, infatti Magrone, con il suo tono calmo, cosi come consuetudine, dice che “la scuola Jovine è crollata non per il terremoto, come ha riconosciuto un sentenza ormai definitiva, ma è crollata perché la sopraelevata era troppo pesante per un edificio che di certo non permetteva che una simile cosa si potesse costruire. Invece per una logica che a volte supera veramente il buon senso – continua Magrone – in Italia si preferisce costruire male, aspettare le catastrofi senza alzare un dito sulla prevenzione, e poi pagare i danni che gli eventi provocano, se invece gli investimenti fossero rivolti alla prevenzione, probabilmente avremmo meno vittime e più soldi da spendere proprio per la prevenzione”. Troppe leggi dunque, ripete più volte Magrone, e anche troppo complicate, a volte, sia da capire che da applicare, e la questione della prevenzione spesso viene fuori ogni volta che, malauguratamente, succede una qualche catastrofe, terremoti, alluvioni, frane e via dicendo. Spesso continua Magrone “si da la colpa alla natura, quante volte sentiamo dire, la natura si ribella, la natura si riprende i suoi spazi, e perché ciò accade? Questo accade perché l’uomo con l’ansia, inutile, deve costruire case anche se non le abita nessuno, deve modificare il corso di un fiume, o peggio, ne cambia il letto e gli argini, perché costruisce sopraelevate laddove non si può, allora non è colpa della natura ma colpa dell’uomo che prima di fare tutto ciò, non verifica come sia fatto il posto dove costruire, e soprattutto che tipo di terreno è, e poi succede l’irreparabile, e poi infine, interviene per ripagare quei danni che lui stesso ha contribuito a provocare. Quindi inutile dare la colpa alle forze della natura, se noi per primi non mettiamo in campo tutte le azioni necessarie affinché queste tragedie non avvengano o sia almeno limitate nei danni”. Insomma, la dimostrazione pratica di quello che Magrone ha sempre definito come il Partito della Ricostruzione, “spesso e soprattutto all’inizio della vicenda del sisma in Molise, io e le vittime di San Giuliano – continua Magrone – ci siamo trovati soli, abbandonati anche da quei pezzi di Istituzione che credevamo cercassero la verità, ma cosi non stato, e bisogna ripartire da questo ricordo, per costruire una cultura seria e trasparente della ricostruzione, anche se per la politica è sempre più facile ricostruire che prevenire, nella ricostruzione, e il Molise ne è un esempio, ci sono soldi, tanti soldi che fanno gola a tutti, mentre con un prevenzione seria e limitando i danni, a guadagnarci possono essere davvero soli i cittadini”.

 

 

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