Il Pontefice arriverà nella prigione minorile di Casal del Marmo nel pomeriggio per il rito della lavanda dei piedi. Fra i ragazzi che rappresentano idealmente gli apostoli ci sarà anche una donna, forse due. E’ la prima volta che accade nei riti papali. E quello di oggi non avrà per nulla la forma trionfalistica

CITTÀ DEL VATICANO – Papa Francesco, che preferisce spesso chiamarsi “vescovo di Roma” verso gli ultimi, i sofferenti e i poveri, celebrerà oggi il rito della lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal del Marmo. Tra i dodici giovani detenuti ai quali laverà i piedi ci sarà anche una ragazza, forse due. “A Buenos Aires il cardinale Jorge Mario Bergoglio ammise al rito anche delle ragazze. E noi oggi abbiamo proposto una presenza femminile. In Vaticano, dopo qualche resistenza, hanno accettato”, ha detto padre Gaetano Greco, cappellano del carcere, dove questo pomeriggio arriverà il Pontefice.

Strappi alle regole. Il Papa ci sta abituando con grazia a ritrovarne la bellezza oltre il rito. Nessuna basilica di San Giovanni in Laterano per la lavanda dei piedi, e fra i dodici ragazzi che rappresentano idealmente i dodici apostoli a cui Gesù lavò i piedi durante l’ultima cena, anche una donna. E’ la prima volta che accade nei riti papali. E quello di oggi non avrà per nulla la forma trionfalistica. “Cari sacerdoti, dio padre
Rinnovi in noi lo spirito di santità con cui siamo stati unti, lo rinnovi nel nostro cuore in modo tale che l’unzione giunga a tutti, anche alle ‘periferie’, là dove il nostro popolo fedele più lo attende ed apprezza”, ha detto oggi Papa francesco nella santa messa del crisma nella basilica di San Pietro.

Sono stati gli ospiti della comunità di Villa San Francesco di Pedavena – comunità bellunese accoglie minori e non con difficoltà personali e familiari – a realizzare per Francesco un asciugatoio tessuto con un ordito di 720 fili diversi giunti da Nazareth, Betlemme, Tekoa, Tiberiade, Gerico, Gerusalemme, As-Samu, Ebron, Betania, Bet Hanina, Bet Jiallah, Cana e Cirene, fra Palestina, Israele e Terra Santa. Il grembiule – consegnato a monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del Pontefice – è stato realizzato a mano in alcuni mesi e contiene anche filamenti di reti di pescatori del Lago di Tiberiade. L’intento è ricostruire simbolicamente con il tessuto i viaggi a piedi di Gesù di duemila anni fa.

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