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venerdì, Marzo 1, 2024

Giallo di Roccamandolfi, Pinelli assolto per la seconda volta. Il Gup: non uccise il cugino, non ci sono prove

RegioneGiallo di Roccamandolfi, Pinelli assolto per la seconda volta. Il Gup: non uccise il cugino, non ci sono prove

Assolto perché il fatto non sussiste. Non ci sono cioè prove per dire che sia stato Antonio Pinelli a uccidere il cugino Alessio Masella, il giovane di Cantalupo che nell’estate del ’99 fu trovato senza vita in un casolare di Roccamandolfi, dove la notte precedente si era verificato un incendio anomalo. È la seconda volta che l’imputato ottiene l’assoluzione. Pinelli era stato infatti già processato nel 2008, ma la Procura generale di Campobasso chiese e ottenne la riapertura del caso, rimandando gli atti a Isernia. La sostanza non è però cambiata di molto. Anche per il Gup Antonio Ruscito – pur usando la formula dubitativa – l’imputato non può essere accusato di omicidio: “Dagli atti – ha detto Gianluca Giammatteo, avvocato difensore di Pinelli, emerge chiaramente che non ci sono prove nei confronti del mio assistito. Non poteva quindi essere ritenuto colpevole dell’accusa più grave, cioè quella di omicidio”. Anche il pm Federico Scioli aveva chiesto l’assoluzione. La sentenza ha comprensibilmente deluso i genitori di Alessio Masella. All’uscita dall’aula hanno preferito non commentare. Ma per gli avvocati di parte civile non finisce qui. Dopo aver letto le motivazioni, si impegneranno affinché si vada in appello: “Restiamo convinti della nostra tesi – ha detto l’avvocato Giovanni Petrarca -: a nostro avviso il responsabile della morte del povero Alessio è stato individuato. A questo punto aspettiamo le motivazioni della sentenza, dopodiché valuteremo il da farsi. Faremo appello per quanto riguarda l’aspetto civilistico. E solleciteremo la Procura generale affinché faccia ricorso per quanto riguarda il procedimento penale”.

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