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Evidenza - 18 Marzo 2013

Spaccio di droga a domicilio, sei arresti in provincia di Isernia

Le indagini dei Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Isernia, coordinati dal comandante Visidoro Tella, sono partite in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini di Carovilli. In un’abitazione del paese c’era un via vai continuo di tossicodipendenti. Dopo un anno di indagini il procuratore capo Paolo Albano ha chiesto e ottenuto dal Gip isernino Maria Luisa Messa, sei ordini di custodia cautelare. Per gli inquirenti quello che è stato definito “un fiorente giro di spaccio” veniva gestito dai fratelli Ivan e Nico Cianchetta, imbianchini di 32 e 33 anni, spesso direttamente nelle loro case a Carovilli e Isernia. A dare loro una mano la moglie e la compagna, Francesca Cardarelli, 33 anni, e Manuela Cerulli, sua coetanea. Per quest’ultima sono scattati i domiciliari, mentre gli altri tre sono stati rinchiusi nel carcere di Isernia e in quello femminile di Chieti. Arresti domiciliari anche per Antonia Martello, 32 anni, di San Polo Matese, e per Michele Giancola, 31 anni, di Macchiagodena: secondo gli inquirenti collaboravano con i principali indagati. “La droga – ha detto il procuratore Albano – veniva prima acquistata a Scampia, poi a Villa Literno e Castel Volturno. A volte erano gli stessi indagati a contattare i tossicodipendenti, dicendo loro di avere la droga a disposizione. Essendo imbianchini, nelle loro telefonate (oppure quando mandavano sms), parlavano in codice, facevano riferimento a secchi di vernici o di pittura. I clienti? Ne erano tanti – ha concluso Albano -; arrivavano da tutta la provincia di Isernia, poi, quando si è sparsa la voce, addirittura anche dall’Alto Sangro”. Le intercettazioni, gli appostamenti, le foto e i filmati girati da telecamere nascoste hanno permesso di accertare rapporti con decine di tossicodipendenti. Gli indagati acquistavano ogni volta tra i 50 e i 70 grammi di droga, soprattutto eroina e cocaina. Le prime conferme dell’attività di spaccio sono arrivate a settembre, quando alcuni degli indagati – trovati in possesso di un centinaio di dosi – sono stati arrestati in provincia di Caserta.

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