Blitz all’alba tra il Molise e la Puglia dove la Guardia di Finanza su ordine del Gip Aldo Aceto ha arrestato sette persone con l’accusa di traffico di droga, spaccio, e tentata estorsione. Un’operazione che ha svegliato il centro cittadino di Termoli, dove si trova la tenenza delle Fiamme Gialle, per il via vai di sirene e baschi verdi. In carcere sono finiti Alessandro Marchesani 48 anni già noto alle forze dell’ordine e ritenuto la mente e il braccio operativo del gruppo, Lorenzo Pistillo di 24 anni, Riccardo Lanzone e Antonio Russo, rispettivamente di 29 e 28 anni. Tutti di Termoli. In carcere anche Emilio Alfieri 43 anni di Santa Croce di Magliano, Nicolino Rinaldi 42 anni di Bonefro, e Michele Liuzzi 47 anni di San Paolo di Civitate. L’inchiesta è partita a fine del 2010 e ha interessato tutto il 2011. La ricostruzione degli inquirenti è meticolosa, ci sono intercettazioni su intercettazioni e poi gli incontri filmati. La figura principale, il capo, intorno a cui girava tutta l’organizzazione era Alessandro Marchesani. Era lui a rifornirsi periodicamente di droga in Puglia, a Foggia, da dove tornava con carichi di cocaina, hashish ed eroina, che veniva distribuita alla rete di spacciatori che pensavano a smerciarla. I luoghi preferiti erano la stazione e Piazza Bega. “Nascondevano la droga in piccoli fori sulle pareti di piazza Bega e al telefono dicevano di andare a prendere un aperitivo o un caffè” ha spiegato il tenente della compagnia di Termoli Carmela Rinaldi.

La posizione più compromessa è quella di Marchesani, accusato anche di tentata estorsione, per i modi con cui pretendeva il pagamento del debito dai tossicodipendenti. In particolare verso una donna di Termoli di 40 anni ha usato toni violenti, minacciando di morte lei e suo figlio, e minacciando di incendiarle la casa o di raccontare tutto al marito, se non avesse saldato il debito. Da qui anche il nome all’operazione “8 Marzo” contro la violenza sulle donne. In sei mesi il gruppo è riuscito a smerciare oltre 3 chili di droga su Termoli, ma anche a Santa Croce e Bonefro. Tra le persone coinvolte anche un minorenne, di cui si occuperà la Procura competente. Un ragazzo che da giovanissimo ha iniziato a drogarsi e che ha iniziato a spacciare per potersi comprare la roba. Ma il fenomeno, come ha spiegato il procuratore capo di larino Ludovico Vaccaro, è molto diffuso

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