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QD - Regione - 8 Marzo 2013

Parte la raccolta firme per disattivare l’autovelox di Macchia d’Isernia

di Sergio Di Vincenzo

L’obiettivo del comitato Pro Trignina e del Csa (Coordinamento sindacale autonomo), è quello di troncare sul nascere l’attivazione dell’autovelox installato dal comune di Macchia d’Isernia sulla statale 85. Le associazioni non mettono in dubbio la legalità del rilevatore di velocità, ma a loro avviso non è questo il modo di prevenire gli incidenti. Per questo hanno deciso di dare vita a una raccolta firme da presentare alle varie istituzioni interessate, a partire dal ministero dell’Interno. Antonio Turdò (Comitato pro Trignina) e Feliciantonio Di Schiavi (segretario Casa Isernia) invitano gli automobilisti e le attività commerciali a mobilitarsi, a sostenere questa raccolta di firme. “Perché – dicono – questa è una battaglia che riguarda tutti”. La limitazione della velocità sul rettilineo di Macchia – è il parere del comitato pro Trignina e del sindacato Csa – si può ottenere anche in un altro modo, ossia attraverso la realizzazione di una rotatoria. “Quell’apparecchiatura – si legge in una nota congiunta del Csa e del comitato pro Trignina – non è altro che l’ennesimo balzello di macelleria sociale posto a carico dei cittadini, che in questo momento rappresentano la parte debole ed indifesa della società. Non serve per prevenire gli incidenti: è stato ampiamente dimostrato che attraverso la realizzazione di una semplice e poco dispendiosa rotatoria, si permetterà l’accesso comodo e sicuro alla zona industriale e nel contempo si raggiunge l’obiettivo di rallentare la velocità dei veicoli sulla Strada Statale, senza colpire gli automobilisti. Tra l’altro, avendo appurato che esistono dei finanziamenti pubblici destinati alla sicurezza dell’aerea industriale, non riusciamo a capire per quale motivo il Comune di Macchia d’Isernia non utilizzi tali fondi per affrontare questa soluzione. I rappresentanti degli industriali, condividono pienamente la proposta relativa alla suddetta rotatoria in quanto si sentono danneggiati dall’attuale situazione di impedimento conseguente alla decisione di chiudere l’antico accesso senza pensare di migliorarlo, riservandosi opportune azioni di tutela. Le associazioni, a garanzia dei cittadini, decidono, pertanto, di dar vita ad una petizione popolare da rimettere alle competenti autorità”.

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