di PASQUALE DI BELLO

Con una percentuale del 26, 63% al Senato e del 27,64 alla Camera, il Movimento 5 Stelle è il primo partito in Molise.  Al secondo posto il PD col 23,45% al Senato e 22,62% alla Camera. Terzo il Pdl: 21,80% al Senatoe 21,04 alla Camera. Chiuso in tarda notte lo spoglio per Camera e Senato. Vengono eletti a Montecitorio, Sabrina De Camillis (Pdl), Danilo Leva (Pd). Testa a testa tra Cosmo Bottiglieri del Movimento 5 Stelle e Laura Venittelli del Pd. A Palazzo Madama, invece, entrano Roberto Ruta (Pd) e Ulisse Di Giacomo. Sonora sconfitta per Di Pietro, Ingroia, Fini, Monti e Casini.

L’aria calda dei radiatori della Prefettura di Campobasso dove mano a mano pervengono i dati delle elezioni Politiche 2013 rende, se possibile, ancora più torrida l’atmosfera che si respira tra i partiti tradizionali, letteralmente sbaragliati dalla tsunami Grillo. Se c’è un dato certo e incontrovertibile è che l’unico vincitore di queste elezioni è il Movimento 5 Stelle. In Italia e in Molise questo dicono i numeri e la loro incontrovertibile logica. Percentuali altissime che si attestano di media (e in alcuni casi la superano) al 27%. Il resto, oltre questo, sono chiacchiere morte prive di senso. Eppure le dobbiamo fare, lo impone la cronaca che d’altra parte accompagna sempre la Storia. Perché questo è quello di 5 Stelle, un risultato storico anche se, a dire il vero, di storico c’è altro. In negativo, almeno per loro. Parliamo della sparizione dal paesaggio politico di Antonio Di Pietro e Gianfranco Fini, entrambi fiocinati dal voto degli elettori. Una sconfitta sonora che nel primo caso penalizza quella che per anni è stata una bolla elettorale vissuta di rendita grazie all’eredità di “Mani pulite” e, nel secondo, un vero e proprio impresario politico delle pompe funebri che dopo aver seppellito il Movimento sociale prima e poi Alleanza nazionale oggi ha seppellito se stesso insieme a Futuro e libertà. Un bagno di sangue è stato in Molise, ma pure in Italia, anche quello di Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. L’ex Pm di Palermo rimedia una sonora legnata politica. Ammaccato esce anche Monti che non sfonda, fermandosi intorno all’8%. Male anche l’Udc (1,75%) che paga anni di sopravvalutazione e presunzione politica. Affondato, in Molise, anche il movimento di Massimo Romano, Costruire democrazia, che al Senato si ferma all’1,54%.

Ma cosa dicono i risultati in termini di eletti al Parlamento? Al Senato risultano eletti Roberto Ruta per il Pd e Ulisse Di Giacomo per il Pdl. Alla Camera, Sabrina De Camillis per il Pdl, Danilo Leva per il Pd e (almeno dai dati in nostro possesso) il terzo deputato dovrebbe essere eletto dal Movimento 5 Stelle che, in base all’ordine di lista, manderà  Cosmo Bottiglieri a Montecitorio. Resta tuttavia aperta una porta per Laura Venittelli, numero due nella lista del Pd, che potrebbe entrare a Montecitorio col complicatissimo meccanismo dei resti e proprio ai danni del Movimento 5 Stelle.

Oggi, aperte e chiuse le urne per il Parlamento, vedremo cosa accadrà per la Regione Molise. L’unica previsione che possiamo fare è che sarà una partita aperta. Il movimento 5 Stelle dovrebbe riconfermare il risultato eclatante delle politiche, portando una discreta pattuglia di rappresentanti in Consiglio regionale. Per il resto, meglio non sbilanciarsi, presentandosi lo scenario decisamente impervio e frastagliato. Che farà Romano: riconfermerà il dato negativo o avrà un colpo di reni per tornare in partita? E Iorio, spinto dall’onda berlusconiana, troverà nell’urna la sua riscossa? E Frattura, potrà aspettare sereno il risultato atteso, vista la performance non proprio esaltante del Centrosinistra nazionale? Quella del Pd, alla prova dei fatti, è una vittoria di Pirro, vanificata com’è dalla tenuta, anzi dal successo berlusconiano. Eh, già: a ben guardarci un altro vincitore c’è insieme a Grillo ed è lui, Silvio Berlusconi, letteralmente risorto dalle ceneri nelle quali Monti e Bersani pensavano di averlo seppellito. Non era così. Sotto quelle ceneri covavano ancora braci incandescenti. Torride quasi quanto i radiatori della Prefettura di Campobasso che a tarda notte, mentre scriviamo questa nota, continuano a sparare aria calda. Tira uno strano scirocco nel Paese, e non promette nulla di buono. Centrodestra e centrosinistra sono ad un’incollatura tanto alla Camera quanto al Senato e posto che Grillo, coerentemente, non farà alleanze con nessuno viene da farsi una domanda: chi lo governerà questo Paese? Difficile da dirsi oggi. L’unica consolazione è che stanotte invece sapremo chi governerà il Molise.

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