Tempo di voto e tempo di polemiche, a Isernia. In particolare, lo scontento e il malessere hanno colpito i genitori degli alunni e degli studenti dei quattro plessi scolastici isernini che, puntualmente, vengono scelti come sedi di seggi elettorali.
Si tratta della Primaria San Pietro Celestino, nelle due sedi del centro storico e di San Lazzaro, della media Andrea d’Isernia, dell’istituto magistrale e dell’istituto tecnico Fermi.
Resteranno chiusi per cinque giorni, con evidenti ricadute negative sia per la preparazione di alunni e studenti, che verranno privati di quasi una settimana di programma, sia per le famiglie, specie quelle dei più piccoli che dovranno restare a casa, sia infine per le stesse scuole che dovranno sobbarcarsi i pesanti lavori di risistemazione delle aule e di pulizia straordinaria dopo ben cinque giorni in cui ospiteranno i seggi.
Ma sono soprattutto i genitori dei bambini della San Pietro Celestino che si stanno mobilitando per chiedere a comune e prefettura di Isernia di provvedere ad una giusta ed opportuna rotazione delle sedi di seggio. Non è giusto che si voti sempre alla San Pietro Celestino, danneggiando così solo gli alunni di quella scuola primaria. Sarebbe ben più giusta l’alternanza tra le tre scuole primarie del capoluogo pentro, in modo da non danneggiare e non avvantaggiare nessuno.
E la direttrice, Berenice del Castello, da tempo ha fatto sentire la sua voce di protesta. Dal lontando 2007, quando già scrisse al Comune, chiedendo che Palazzo San Francesco si adoperasse, trovando soluzioni alternative, in modo da non penalizzare sempre e comunque, ogni volta, la stessa scuola. In Italia e a Isernia, in particolare, si vota sempre più spesso e il comitato dei genitori della San Pietro Celestino, già da oggi, chiede al commissario prefettizio di individuare un’altra sede per le prossime elezioni del sindaco, in programma a maggio. Altrimenti, in un solo anno scolastico, la San Pietro Celestino resterebbe chiusa dieci giorni in più rispetto a quanto previsto dal calendario scolastico, con conseguenze negative per tutti gli alunni.

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