“C’è troppa abitudine a dire menzogne”, ha detto il leader di Rivoluzione civile che si è rivolto anche al comico genovese: “Non fa politica, fa spettacolo”.

Arriva quasi con un’ora e mezza di ritardo, ma alla fine Antonio Ingroia non manca l’appuntamento con la chiusura della campagna elettorale in Molise. “Una regione cruciale per il voto”, l’ha definita il leader di Rivoluzione civile, candidato in ogni circoscrizione italiana con il suo movimento.

Ingroia, 53 anni, siciliano, entrato in Magistratura a 28 anni al fianco di Falcone e Borsellino, ha scelto di “entrare in politica per cambiare il Paese”. “Rivoluzione civile rappresenta la sintesi tra la politica e la società civile”, ha spiegato sotto il palatenda allestito in piazza municipio a Campobasso.

C’è troppa abitudine a dire menzogne”, ha poi aggiunto Ingroia , attaccando Berlusconi sulla lettera agli italiani per il rimborso Imu, ma anche Beppe Grillo: “Non fa politica, fa spettacolo”, ha detto Ingroia rivolgendosi al comico genovese – e a seguirlo nelle piazze non sono cittadini elettori, ma spettatori. Grillo non si è candidato perchè non vuole rischiare – ha proseguito – mentre gli elettori non conoscono i veri candidati del Movimento Cinque stelle”. Dopo l’incontro di Campobasso, il leader di Rivoluzione civile è partito per la Sardegna per poi chiudere la campagna elettorale a Napoli.

 

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