Il blocco del traffico improvvisato da alcuni imprenditori ha creato qualche momento di tensione tra i manifestanti gli e automobilisti in transito sulla strada che conduce a San Massimo, ma dopo pochi minuti la situazione è tornata alla normalità. Gli operatori turistici, i lavoratori e gli amministratori comunali di Capracotta questa mattina hanno dato vita a un sit in di protesta per chiedere l’apertura immediata degli impianti di risalita di Monte Capraro. “Il collaudo è stato fatto, le autorizzazione ci sono: perché Funivie Molise non riapre gli impianti?”, ha detto Michele Sozio, imprenditore altomolisano. “A Capracotta – gli ha fatto eco Fernando Carlucci – ci considerano figli di un dio minore. Eppure le tasse le paghiamo come tutti gli altri. Questa stagione è stata disastrosa: la gente viene in paese, trova gli impianti chiusi e dice che non ternerà più”. Soffrono anche i dipendenti delle varie attività del turismo della neve: “In questo modo – ha detto Adolfo Paglione, aiuto macchinista a Monte Capraro – si penalizza non solo Capracotta, ma tutto l’indotto dell’Alto Molise. Si tratta di far lavorare decine di persone, con figli. I soldi della stagione invernale avrebbe fatto comodo”. La protesta è stata sostenuta sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione: “Gli imprenditori – ha detto il sindaco Antonio Monaco – hanno ragione. Siamo stati e restiamo a disposizione per la riapertura degli impianti. Abbiamo la possibilità di riaprire già questo week end: invito Funivie Molise a dare ascolto all’appello degli operatori turistici”. “Siamo compatti – ha detto Giancarlo Ciolfi, capogruppo di minoranza – nel sostenere gli imprenditori. La Regione ha fatta la propria parte. Ha finanziato gli interventi, ha fatto tutto ciò che era di propria competenza. Non riusciamo a spiegarci il perché di questi ritardi nella riapertura degli impianti. Eppure questa è una protesta bipartisan, proprio non capiamo”.

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