Dibattito a Campobasso organizzato da Confcooperative, Legacoop e Agci. Sono 20 mila le attività presenti in Molise. Esiste una legge regionale, ma non c’è la copertura economica per le imprese.

In campagna elettorale c’è un argomento che per una volta mette d’accordo tutti i candidati alla guida della regione: il valore della cooperazione per lo sviluppo del territorio. I sei aspiranti presidenti si sono confrontati sull’argomento in un incontro organizzato oggi a Campobasso dalle tre principali organizzazioni di settore: Confcooperative, Lega Cooperative e Associazione Generale Cooperative italiane.

Un settore che a livello nazionale rappresenta il 7% della ricchezza del Paese. In Molise sono 440 le imprese attive, con circa 20 mila soci, per un giro di affari di 500 milioni di euro, comprese le Banche di credito cooperativo. Al dibattito, moderato da Antonio Ruggieri, hanno partecipato cinque dei sei candidati presidenti: Massimo Romano, Antonio Federico, Paolo Di Laura Frattura, Michele Iorio, Antonio De Lellis.

In rappresentanza di Camillo Colella, c’èra, invece, Maria Teresa D’Achille. Tutti hanno risposto alle domande del presidente di Confcooperative Molise, Domenico Calleo e del presidente della Legacoop regionale Giovanni Cefalogli, che hanno chiesto più attenzione al settore. “Occorre finanziare finalmente la legge regionale sulla cooperazione, la n. 16 del 2009”, hanno detto.

Lo strumento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, ma è stato finanziato solo l’articolo 15 del testo, quello che prevede fondi alle organizzazioni di categoria, ma non alle imprese cooperative. Tre minuti a testa a disposizione dei candidati presidenti, per due soli interventi.

A prendere per primo la parola è stato Massimo Romano, di Costruire Democrazia, che ha parlato della necessità di realizzare in Molise un’economia più “etica proprio grazie alla cooperazione”. “La legge n. 16 è una buona legge – ha detto – ma i finanziamenti sono inadeguati e occorre, inoltre, garantire un maggiore accesso al credito per le imprese”. Per Antonio Federico, “la cooperazione ha il merito di esaltare le peculiarità del territorio”.

Il candidato del Movimento cinque stelle ha posto l’accento sulla necessità di “limitare la burocrazia e garantire alle imprese cooperative una maggiore copertura finanziaria”. Paolo Frattura, candidato presidente del centrosinistra, ha sottolineato come “le cooperative rappresentano un modello ideale di sviluppo e contribuiscono a costruire un mondo migliore”.

Per il candidato presidente del centrodestra, Michele Iorio, “le cooperative sono un’occasione unica ed efficace per affrontare i problemi del mercato e del lavoro”. Iorio ha commentato positivamente l’approvazione della legge sulla cooperazione ma, ha detto, “bisogna fare di più per aiutare le imprese del settore”.

Antonio De Lellis ha raccontato di provenire proprio dal mondo del volontariato e della cooperazione. “Un mondo quasi sempre bistrattato”, ha detto. Per De Lellis occorre “promuovere la cultura della cooperazione attraverso la formazione”. Maria Teresa D’Achille, infine, ha puntato il dito verso i pochi fondi a disposizione per le politiche sociali e la troppa burocrazia che penalizza le imprese cooperative del settore, alcune “costrette a offrire servizi al di sotto del minimo contrattuale”. Insomma, su questo argomento, le posizioni dei candidati presidenti si avvicinano molto e comunque vada a finire questa campagna elettorale, il mondo della cooperazione molisano dovrebbe trovare alla guida della regione un interlocutore sensibile alle necessità delle imprese del settore.

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