Il sostituto procuratore Marco Gaeta ha dato sessanta giorni di tempo ai consulenti per consegnare le loro relazioni. Il magistrato ha affidato l’incarico di effettuare le autopsie all’anatomopatologo Costantino Ciallella, dell’Università La Sapienza di Roma, e a Pierluigi Bontempo, il medico legale di Isernia che ha effettuato i primi rilievi nella pineta di Valle Soda, dove sono stati ritrovati i corpi senza vita di Giuseppe Del Riccio e Franca Iaciofano. Agli esami autoptici – effettuati all’obitorio del Veneziale – ha assistito anche il consulente di parte nominato dalla famiglia della donna, il medico isernino Eugenio Petescia. L’avvocato della famiglia Del Riccio, Gabriele Melogli, almeno per ora preferisce non sbilanciarsi, ma sembra escludere l’ipotesi di un gesto premeditato da parte del 60enne di Macchia d’Isernia, così come lasciano supporre i primi riscontri investigativi: “Saranno i periti a chiarire le cause e le modalità della morte. È prematuro parlare di un gesto premeditato. Se è credibile l’ipotesi dell’omicidio-suicidio? Aspettiamo l’esito degli esami”. Non si sbilanciano nemmeno gli avvocati di fiducia della famiglia Iaciofano, Sandro e Angelo Cutone. Aspettano di vedere gli atti prima di fare delle valutazioni. Del resto non tutto è chiaro in questa storia: “La famiglia Iaciofano – ha detto Angelo Cutone – chiede giustizia. Vuole sapere come sono andate le cose, qual è l’esatta dinamica dell’accaduto, a partire dai colpi sparati. Prima di fare le valutazioni vogliamo consultare gli atti, almeno quelli che sarà possibile visionare. Solo dopo valuteremo se procedere anche noi con indagini parallele. Sembra – ha concluso Cutone – che la Iaciofano fosse tranquilla quel giorno, ha parlato con i suoi familiari. Nulla lasciava pensare a una tragedia simile”.

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