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Apertura - Evidenza - 31 Gennaio 2013

Maxi sequestro dei NAS di Campobasso di prodotti contraffatti, venduti negli Ospedali molisani, quattro potrebbero essere gli indagati

di Michele Mignogna

I Carabinieri del NAS di Campobasso e quelli del NAS di Pescara, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Larino (CB), hanno proceduto al sequestro di 30.000 confezioni di dispositivi medici (sonde rettali, cateteri, lame laringoscopiche, circuiti respiratori, tubi drenanti ecc.) destinati a strutture pubbliche scaduti di validità, contraffatti o non etichettati. E’ stato inoltre eseguito il sequestro di un immobile adibito a deposito dei citati materiali.

L’operazione è stata illustrata questa mattina dal Procuratore capo della Repubblica Vaccaro. “Bisogna informare i cittadini di ciò che è stato fatto soprattutto per tranquillizzarli” queste le parole del Procuratore, rispetto a un’operazione che è inquietante, e cioè, la presenza, e quindi la vendita, negli Ospedali del basso Molise, di prodotti contraffatti, dai disinfettanti scaduti per pulire le sale operatorie e le sale parto, fino ai presidi sanitari, falsi e conservati in ambienti non idonei. A segnalare l’anomalia è stata la stessa ditta produttrice che non riconosceva i prodotti come suoi, “avevano etichette e data di scadenza ma era tutto falso – dice Vaccaro – successivamente facendo un controllo approfondito presso una ditta di Pescara abbiamo verificato, grazei all’egregio lavoro svolto dagli uomini del Capitano Forciniti, come il prodotto era scaduto da tempo, rietichettato e distribuito a prezzi esosi in questi Ospedali”. Non solo, in quest’occasione, sempre i militari del Nucleo anti Sofisticazione di Campobasso, hanno scoperto anche altri presidi sanitari, una serie di prodotti non sterili come sonde rettali, cateteri, lame laringoscopiche, circuiti respiratori, tubi drenanti, erano tenuti alla rinfusa e venivano riconfezionati, “è qui che è aumentato l’allarme – continua il Procuratore – su questi presidi non sterili, solo non avevamo ancora la prova che i prodotti fossero distribuiti in ospedale, abbiamo fatto dei controlli e abbiamo scoperto che due aziende con nome diverso ma stesso proprietario aveva effettivamente distribuito questi prodotti”. Ora i prodotti sono stati ritirati agli ospedali, segnalando agli stessi il nome delle due ditte, che fanno capo alla stessa persona di Pescara, frode contraffazione e commercializzazione di prodotti dannosi contro la salute pubblica questi i capi di imputazione per i quattro indagati. Insomma ritiravano prodotti scaduti e li riconfezionavano, il tutto conservato alla rinfusa e senza nessuna misura di sterilizzazione. La situazione e’ in evoluzione, ha detto Vaccaro, e non si escludono altri sviluppi, infatti è lo stesso Procuratore a dire che in effetti bisogna ancora capire se se gli ospedali sono stati solo truffati oppure possano esserci altre responsabilità. Fatto sta però, che il dubbio che molti di questi prodotti siano stati utilizzati sui pazienti rimane alto, per questo si è reso necessario anche un sequestro amministrativo a Pescara, di ben trenta mila pezzi, cosi come rimane il dubbio su come questa ditta sia riuscita ad avere questi prodotti scaduti.

 

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