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Apertura - 31 Gennaio 2013

Elezioni regionali, si parte male: a Isernia fuori il Pdl. Perde la democrazia vince la burocrazia

di PASQUALE DI BELLO

L’esclusione della lista Pdl nella circoscrizione di Isernia è solo il caso più clamoroso che fa di queste elezioni regionali  una consultazione che parte zoppa. Quello in campo è un sistema di regole che sembra fatto apposta per essere sbagliato o, peggio, eluso. Si fa sempre più pressante la richiesta di un meccanismo semplificato che guardi più alla democrazia che alla burocrazia.

L’effetto di una burocrazia lunare, fatta apposta per impedirla la democrazia anziché favorirla, e sotto gli occhi di tutti: liste e candidati esclusi. Una minchioneria che, per carità, e perfettamente in regola con la legge ma che, nonostante tutto, una minchioneria resta. Le commissioni elettorali, incaricate di effettuare riscontri meramente formali, hanno fatto esattamente quello che dovevano fare: escludere chi non era in regola con le regole e i meccanismi previsti per la presentazione delle liste e delle candidature. Un meccanismo che può avere, a rigor di logica, due soli sbocchi: l’errore o l’elusione. Perché così è, e lo sanno tutti anche se fingono di non saperlo: quello vigente è un meccanismo che o si sbaglia o si elude, un sistema farraginoso di raccolta delle firme e presentazione delle candidature che qualche Mozart dell’inconcludenza deve aver partorito molti lustri fa. Bene, tant’è, ed è quel tanto che basta a tenere fuori un partito come il Pdl che, crediamo, sia interesse di tutti tenere in corsa: tanto quelli che lo votano, tanto quelli che lo avversano. Ed è questo un discorso che, a parti rovesciate, faremmo per qualsiasi altra formazione, partito o movimento. Sta di fatto che la lista del Popolo della Libertà nella circoscrizione di Isernia, per una serie di errori, erroricchi e timbri sparsi, resta fuori dalla competizione elettorale alle prossime regionali (salvo che sia il Tar a ribaltare il verdetto di esclusione). E’ come se in una partita di calcio avessero escluso Maradona perché sceso in campo con mutandoni fuori ordinanza (magari di lana pesante invece che di cotone) oppure perché presentatosi con la maglietta rovesciata. Perché a questo livello di contestazioni siamo, e non oltre. Si dirà: ma queste sono regole che valgono per tutti e quindi chi sbaglia paga. Vero, verissimo. Oggi paga il Pdl, ieri ha pagato l’Udc, ieri l’altro ha pagato l’Udeur e via di celiando. Sta di fatto che se continuiamo in questa direzione, quando all’estero si chiederanno di dove sia Pulcinella, non dovremmo sorprenderci più di tanto nel sentirci rispondere che è una maschera del carnevale molisano e non più di quello partenopeo. Perché a questo siamo, alla carnevalata. Lo ripetiamo, a beneficio di quelli particolarmente duri di comprendonio: qui non c’entrano le commissioni elettorali e chi le compone, le une e gli altri obbligati ad applicare la legge, ma chi si è inventato un sistema delirante e chi continua a mantenerlo. Ci auguriamo che la prossima volta che si indiranno elezioni, ci si possa presentare pigiando semplicemente il tasto di un computer e inviare via internet la propria candidatura. Non bisogna essere una democrazia avanzata come quella islandese per arrivare a tanto, basta solo un po’ di buon senso.

E poi … e poi finiamola con una clamorosa menzogna, una minchioneria peggiore della stessa legge che queste minchionerie le ha create; finiamola con la menzogna che le firme regolarmente presentate siano state regolarmente raccolte. La linea di confine è sottile ma non è di poco conto. E’ noto, ed è arcinoto a chi fa o ha fatto politica, che ogni lista viene chiusa poche ore prima della sua presentazione. Basterebbe questo a far sorgere una domanda: ma com’è possibile raccogliere così tante firme (centinaia e migliaia) in poche ore dalla compilazione delle liste? Le firme – è noto, ed è arcinoto a chi fa o ha fatto politica – vengono raccolte prima, senza indicare candidati o con una lista parziale di candidati: lo sanno tutti e lo fanno tutti, salvo qualche mosca bianca. Ma in questo sistema non è un atto di banditismo raccogliere prima le firme: è, paradossalmente, un atto di legittima difesa. Un sistema che esclude uno dei principali partiti presenti in regione, il Pdl, è un sistema che non guarda alla democrazia ma alla burocrazia che tutto mangia e tutto ingoia. Ecco a cosa siamo, nemmeno più alla burocrazia: siamo alla tecnofagia.

3 commenti

  1. ma se un cittadino commette errori del genere viene sicuramente sanzionato, la legge non ammette ignoranza. Chissà perchè poi capita sempre agli stessi, vedi polverini o le liste in lombardia, sarà che a destra c’è una certa allergia alle regole?

  2. A destra semplicemente le regole non sanno proprio leggerle. Inoltre noto il direttore con le parole che usa sta proprio scadendo (si e’ adeguato di gia’). Di grazia ci puo’ spiegare il motivo dell’uso di termini come “minchionerie”? Oppure il linguaggio viene adattato al livello dei lettori, forse della parte offesa?
    Che tristezza…. mi chiedo a cosa serve andare a scuola…

    1. Caro Cannone, il linguaggio che uso è il mio solito linguaggio: quello che usavo a Nuovo Molise, alla Voce, all’Infiltrato e al Ponte. Ora lo uso al Giornale del Molise dove, grazie a Dio, non esiste censura. Non ne conosco un altro, è il mio: posso capire che lei non lo gradisca ma non le permetto di insinuare che sia rivolto al livello dei lettori. Quei lettori che lei invoca, sono innanzitutto i “miei” lettori a cui evidentemente, visto il numero, il mio linguaggio non provoca scandalo. Quanto ad andare a scuola, non vedo a cosa lei faccia riferimento ma le assicuro che ho superato l’esame di seconda elementare. Spero che questo non la rattristi ulteriormente.

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