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domenica, Luglio 14, 2024

Bufera in Sel: Russo chiede la testa di Paglione

AttualitàBufera in Sel: Russo chiede la testa di Paglione

Anche alla luce di questa assemblea convocata tardivamente e a dado già tratto, la pazienza è finita. Da militante che ha contribuito fin dalla prima ora alla formazione di SEL Molise, da rappresentante del circolo “E. Berlinguer” di Bojano, tra i più proficui della regione (per stessa ammissione del segretario regionale), da giovane uomo di sinistra sempre al fianco della povera gente, di coloro che vedono i propri diritti vilipesi e calpestati, dei lavoratori ancora oggi sfruttati e vessati incivilmente, di quelli che attendono risposte serie e quel fantomatico cambiamento che da sempre predichiamo, impegnato da sempre nello sviluppo culturale della mia regione, dico basta a questo andazzo suicida del centrosinistra molisano e a questo silenzio omertoso quando non propriamente complice del mio partito.

 

Accuso Candido Paglione, qui, pubblicamente, dopo avergli dato credito e fiducia in più di una occasione e dopo averlo fatto partecipe delle numerose iniziative tenutesi a Bojano e organizzate dal circolo “E. Berlinguer”; avvenimenti rilevanti sia per qualità che per quantità dei partecipanti, nonché per spessore delle proposte programmatiche alle quali, tuttavia, corrispondono un mutismo e una sordità inaudite per un partito e una coalizione che vorrebbero essere forza di governo.

 

Ci siamo impegnati con i molisani per un orizzonte di cambiamento e di difesa del bene comune, del territorio in primis e delle sue possibilità di sviluppo economico in traiettoria ecosostenibile. Ci siamo impegnati per dare ai lavoratori della Solagrital la visione di un futuro possibile grazie ai fondi comunitari. Ci siamo spesi a favore della sanità pubblica contro le grandi lobby affaristiche della speculazione sanitaria privata. Abbiamo gridato contro il possibile stupro dell’area matesina, e non solo, da parte di quelli che oggi si candidano a governare la regione anche con l’avallo del segretario regionale e di pezzi di dirigenza SEL.

 

Di tutto questo “non resta che qualche brandello” come diceva Ungaretti, e la responsabilità ricade su chi, con ruoli dirigenziali, ci ha portato a questo nulla politico e a questo magma indecoroso.

 

Gli avvenimenti di questi giorni hanno dell’incredibile. In spregio a qualsiasi mio avvertimento sulla figura di Paolo Frattura e sull’orizzonte politico destrorso che questi avrebbe portato con sé, i giornali dichiarano chei segretari dei partiti del centrosinistra, Paglione fra questi, accolgono festanti i cosiddetti moderati, modo edulcorato per dire “transfughi del peggior centro destra”. Personaggi che hanno agito a pieno titolo e con pieni poteri nei precedenti governi Iorio. Ma Paglione non aveva alcun mandato per ingoiare questo smacco.

 

Il 3 novembre, per scongiurare questa ipotesi, l’assemblea regionale approvava un documento politico a firma dello stesso Paglione in cui si diceva:

“nessuna alleanza contro natura, nessun accordo con pezzi di centrodestra (leggasi UDC) e con storie vecchie che hanno avuto evidenti responsabilità nei governi regionali degli ultimi undici anni” (documento politico del segretario, 3 novembre 2012)

L’accordo del trio Frattura-Ruta-Leva con pezzi di centrodestra tra i più responsabili dello sfascio molisano, a cui Paglione assiste silente, ha dell’assurdo, specialmente se riteniamo vero un altro passaggio del predetto documento:

“crediamo, con convinzione, nel fatto che il modello di sanità pubblica scelto nel 1978 dall’Italia sia il miglior modello possibile e quello più rispondente a quanto scritto nell’art. 32 della nostra Costituzione: il diritto alla salute e alle cure per tutti, a prescindere dal reddito e dalla posizione sociale” (idem)

 

E il segretario che scriveva quelle belle cose? Ha cambiato idea? A cosa serve riunirci in assemblea se le decisioni sono già state prese da un uomo solo al comando? Alla luce di tutto questo, non era forse meglio evitare di incoronare un leader, Frattura, che sapevamo tutti non avrebbe portato le dovute garanzie di compatibilità e coerenza con i nostri valori? Perché si è portato questo partito a essere una costola del discutibilissimo PD molisano e del duo Ruta-Leva che tanti danni ha già prodotto?

 

SEL, in tutto questo disegno, è nient’altro che un partito vassallo, sudditanza che denuncio da tempo. Ma, si sa, conviene emarginare chi dissente o cerca di avvertire, preconizzando il peggio. Da sempre, chi dissente in questo partito è un nemico, non un valore aggiunto. Peccato che volevamo solo far sentire quel profumo di sinistra…

 

Delle due l’una: o il segretario regionale di SEL sapeva delle intenzioni di cooptare pezzi eminenti del centrodestra come Pietracupa o Tamburro, o non lo sapeva. Nel primo caso, sarebbe malafede; nel secondo, un godere di scarsa considerazione da parte dei suoi interlocutori; un punto a sfavore di chi vuol fare il segretario di un partito potenzialmente valido come SEL. Comunque nessuna giustificazione al fatto di riunire l’assemblea a comunicati stampa già inoltrati. Questo la dice lunga sul credito che gode questo massimo organismo.

 

L’evidenza e la ragionevolezza portano a pensare che il sostegno incondizionato a Frattura e la tiepidità con cui il segretario affronta gli ultimi indecorosi avvenimenti siano dovuti a mero interesse personale, per la conquista di qualche poltrona o di qualche posto di rilievo. Altrimenti non si capisce il perché di tanto snaturarsi. Anche su questo, comunque, il coordinatore non ha risposto:

il Coordinatore dica adesso se ha accordi con Frattura in merito ad una sua presenza nel listino regionale, incarichi di assessorato esterno o comunque incarichi di nomina politica. Se così fosse, mi piace ricordare fin da ora il comma 3 dell’art. 11 dello Statuto, altrimenti dichiari che il suo ruolo è e sarà esclusivamente quello di Coordinatore.” (mio documento consegnato in data 5 gennaio 2013)

 

Per queste ed altre ragioni ho rassegnato le dimissioni; per affermare la mia contrarietà e il mio non essere complice. Per dire ai molisani che nei partiti c’è anche qualcosa di diverso. Perché in questo partito si fa tutto tranne che politica.

 

Gradirei risposte, pur sapendo che non arriveranno alla luce degli inciuci appena fatti, su:

“le questioni politiche che emergono dalla situazione molisana: il piano di rientro sanitario, il bilancio regionale in discussione che sposta, senza alcun motivo, l’asse d’intervento sul solo mantenimento delle posizioni di privilegio già create dai precedenti governi Iorio, il problema degli esuberi nelle  soc. partecipate, il necessario cambio di rotta sulle programmazioni già iniziate secondo la linea di governo di Michele Iorio, alla quale ha ampiamente contribuito il candidato Presidente indicato dal Coordinatore regionale. È ora che SEL Molise si esprima  politicamente su questi ed altri argomenti che l’Assemblea riterrà necessario discutere. L’importante è che si assumano con gli elettori impegni certi, comprensibili, fattibili e vincolanti, senza scadere perennemente negli slogan e nei luoghi comuni. SEL dimostri di essere in grado di concorrere al governo di questa regione.” (idem)

Mentre come atto di responsabilità, a questo punto e in questo precipizio, chiedo al segretario regionale di rassegnare le dimissioni e all’assemblea regionale, in caso contrario, di prendere posizione su questo punto ormai fondamentale mediante una messa ai voti sulla fiducia. Perché ognuno si assuma le proprie responsabilità. Spero che altri compagni vogliano condividere lo spirito deluso di questo documento, ritenendo doveroso un cambiamento di rotta.

 

Il dissenso è l’unica cosa che ancora ci può redimere e salvare; come militanti, come gente di sinistra, come persone.

 

Fabrizio Russo

 

Postilla in data 23 gennaio 2013:

Credo che il segretario regionale di SEL stia lavorando solo ed esclusivamente per un posto nel listino. E diranno che sarà a garanzia ed espressione della sinistra, per contrastare gli effetti di questa apertura alle destre. Quando invece sarà una ulteriore copertura per il Pd, al quale il segretario, in fondo, non ha mai smesso di far riferimento. Ecco perché in questo partito è vietato parlare di politiche energetiche e le continue sollecitazioni sul programma restano lettera morta. Ecco perché da sempre viene caldeggiata senza se e senza ma la sudditanza a Frattura. Ecco perché l’alleanza con pezzi fondamentali di centrodestra non sarà in discussione. Spero che i militanti di SEL si accorgano di questo tranello ai danni anche dei loro valori e, soprattutto, della povera gente che merita molto di più che questo mercato del potere. Qualsiasi cosa del genere, sarà “not in my name”. Perché sono un iscritto SEL che vuole bene alla sinistra: quella vera che difende i deboli, non le rendite di posizione svendendo il proprio mondo. E’ il dissenso, oggi, la cosa più coerente da fare.

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