La sospensiva strappata nel luglio del 2011 ha permesso di evitare quella che il comitato “Pro Santissimo Rosario” definisce una vera e propria operazione di smantellamento del presidio, attraverso la sostanziale trasformazione dell’ospedale in un poliambulatorio o in una residenza per anziani, a seconda dei punti di vista. Ma la vera partita contro i provvedimenti varati nell’ambito del piano di rientro della sanità molisana si gioca domani (17 gennaio), quando i giudici del Tribunale amministrativo regionale entreranno nel merito della questione. Il futuro del presidio ospedaliero, non certo roseo, sarebbe già scritto in quei primi atti firmati dai commissari. Oltre al ridimensionamento dei vari reparti e la conseguente riduzione dei posti letto, ciò che preoccupa maggiormente Gianni Vaccone, presidente del comitato Pro Santissimo Rosario, è il possibile trasferimento a Isernia del reparto di ortopedia, che con i suoi oltre mille interventi all’anno è considerato il fiore all’occhiello del presidio di Venafro. È un’unità operativa fondamentale a maggior ragione perché – fanno notare i rappresentanti del comitato – attira pazienti anche da fuori regione. Chiudere ortopedia – è il parere di Vaccone – significherebbe decretare la morte certa del Santissimo Rosario. L’ipotesi del trasferimento era circolata con una certa insistenza nei giorni scorsi, ma almeno per ora tutto resta al proprio posto. Evidentemente anche la gestione commissariale aspetta la sentenza del Tar prima di prendere ogni decisione. E aspettano con apprensione, ma anche con una certa fiducia, i componenti del comitato. La sospensiva concessa un anno e mezzo fa a loro avviso rappresenta comunque un buon punto di partenza, pur nella consapevolezza che la battaglia è tutt’altro che finita. Quella davanti al Tar sarà solo una delle tante.

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