Slitta di qualche giorno il processo per l’omicidio di Stefania Cancelliere. L’udienza, inizialmente prevista per oggi, è stata fissata al 24 gennaio prossimo. Il giudice del tribunale di Milano dovrà decidere se ammettere o meno il rito abbreviato chiesto dagli avvocati di Roberto Colombo, l’oculista di 58 anni che alla fine di giugno uccise la giovane isernina a colpi di mattarello. In caso di accoglimento della richiesta del rito alternativo da parte dell’imputato, si procederà con la costituzione delle parti civili. Subito dopo sarà fissata un’altra udienza per le arringhe delle parti. Molto attesa, in particolare, quella del pubblico ministero, che formulerà la sua richiesta di pena per il presunto omicida. Mentre non è escluso che gli avvocati della difesa giochino al carta della momentanea infermità mentale di Colombo; anche se è improbabile che passi una tesi del genere, è il parere degli investigatori che hanno condotto le indagini. Per le eventuali repliche e la sentenza ci vorrà una terza convocazione. Se invece le discussioni degli avvocati dell’accusa e della difesa dovessero essere più lunghe del previsto, il giudice potrebbe prevedere una quarta udienza, ha scritto il fratello della vittima, Livio Cancelliere, sulla sua pagina di Facebook. Il processo si svolgerà in camera di consiglio, cioè a porte chiuse. Salvo rinvii, la sentenza dovrebbe dovrebbe arrivare entro la primavera. Per quel giorno, a Milano, è attesa tanta gente. Parenti e amici di Stefania saranno lì a chiedere giustizia per un omicidio che forse si poteva evitare. La vittima – ha ricordato in diverse occasioni il fratello – aveva denunciato il suo ex marito per stalking. Ma la procura di Milano non andò oltre il sequestro di una collezione d’armi dell’oculista.

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