ROMA – Ridurre la pressione fiscale di un punto con un calo delle aliquote per i più deboli. Proseguire nei tagli «selettivi» della spending review, senza farsi influenzare dalle «sirene delle lobby». Attuare la riforma dell’accesso alla professione forense, frenata in Parlamento dalla presenza di molti avvocati. E poi liberalizzare i servizi locali, che così non sono concorrenziali, anzi sono «spesso scadenti».

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