Le indagini della Procura e della Finanza di Isernia su un presunto giro di tangenti al Comune di Pizzone non si fermano. Subito dopo la pausa natalizia, riprenderanno le attività investigative. È intenzione del procuratore capo Paolo Albano di procedere con nuovi interrogatori, ascoltando altre persone informate sui fatti. Nel frattempo si è mossa anche la difesa: il 27 dicembre, al tribunale di Isernia, il Riesame si pronuncerà sulla richiesta di dissequestro dei 900mila euro in beni mobili e immobili riconducibili ai due principali indagati e alla Socem, la ditta che ha eseguito gli appalti del Comune, per complessivi 3 milioni e mezzo di euro. In seguito all’inchiesta condotta dalla fiamme gialle del comandante provinciale Amedeo Gravina, l’ex primo cittadino del paese ai piedi delle Mainarde, Michele Cozzone, e il legale rappresentante della Socem, Giovanni Farrocco, sono stati iscritti nel registro degli indagati con le accuse di corruzione e reati fiscali. Secondo gli inquirenti la ditta di Farrocco veniva favorita nell’assegnazione degli appalti pubblici dell’ente, in cambio di sponsorizzazioni alle squadre di calcio Cerrese e Aurora Pizzone, che in tutto hanno ricevuto fondi per 700mila euro. Per la Procura era questo il prezzo della corruzione. Ma per Cozzone, che era anche il team manager delle due società, quei soldi venivano spesi solo per sostenere le due squadre. Nell’inchiesta sono coinvolte anche altre due persone: nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di falso ideologico in atti pubblici.

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