E’ arrivato in piazza monumento a Termoli a bordo del camper che sta girando tutta l’Italia per raccogliere le firme necessarie per presentare le candidature al Parlamento.

Non sono qui a chiedere il voto ma per un’operazione di democrazia” – ha affermato il fondatore del Movimento Cinque Stelle, ribadendo di “non essere un leader ma un garante”.

Tra i banchetti allestiti dai valontari, il comico genovese, scatenato, si è scagliato senza mezzi termini contro il sistema dei partiti: “Devono andare tutti a casa, dopo una verifica fiscale, dato che a noi hanno guardato i peli delle ascelle”.

Accompagnato dai candidati alla Regione e al Parlamento, Grillo ha rivendicato il ruolo di un movimento che parte dal basso e vuole abbattere tutte le posizioni di potere. E sulle elezioni a febbraio ha osservato:

Noi veniamo da un successo indescrivibile, in Sicilia, ci davamo per spacciati, e invece io sono andato piazza per piazza e ho attraversato lo stretto a nuoto. Abbiamo tolto ogni diffidenza e siamo diventati il primo partito, un successo strepitoso. E’ chiaro – ha spiegato Grillo – che se facevano le elezioni ad aprile, e le regionali adesso, noi ci prendevamo il Molise, la Lombardia, il Lazio e pure Roma!!!”.

Grillo non vuole sentire nemmeno parlare dell’Agenda di interventi proposta da Mario Monti. Poi ha iniziato a leggere su un tablet il patto di stabilità: “ho provato a decifrarlo col mio avvocato, ora è in analisi. Non ci fanno capire niente, questa è una legge che fa chiudere un’azienda, e non sai perchè, vuol dire togliere milioni di euro alla sanità e all’università, alla scuola e poi li danno alla Tav, ma questa è democrazia? Perché votare se è tutto deciso?”.

Sulle elezioni regionali in Molise ha poi ironizzato su Iorio e Frattura: “Uno del Pdl e l’altro da Forza Italia, voluto e votato dal Partito Democratico, insomma, non è cambiato nulla”.

Beppe Grillo spinge sulle firme, ha ribadito anche i tanti ostacoli burocratici, ma l’obiettivo – ha concluso – resta mettere in Parlamento mamme di famiglia, ingegneri e operai.

Siamo l’ultima spiaggia, dateci fiducia, perché se toppiamo noi, succede un disastro. Siamo alla bancarotta mentale” ha concluso.

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