L’ex sindaco di Pizzone si dice scosso per questa vicenda che improvvisamente gli è piombata addosso, ma al tempo stesso è fiducioso nell’operato della magistratura e convinto di riuscire a dimostrare l’infondatezza delle accuse ipotizzate dalla Procura e dalla Guardia di finanza di Isernia. Dopo il clamore suscitato dall’operazione Aurora – imperniata su appalti pubblici e tangenti mascherate da sponsorizzazioni alle squadre di calcio – Michele Cozzone dà la sua versione dei fatti, precisando che “la verità non è quella descritta dal procuratore Albano”. Per l’ex primo cittadino “l’errore più marchiano è stato commesso nel definire monopolistica la gestione degli appalti. Al Comune di Pizzone – ha aggiunto – anche altre imprese hanno vinto appalti nei miei dieci anni di mandato amministrativo, non soltanto la Socem. E i soldi che l’impresa versava alle società di calcio (la Cerrese e l’Aurora Pizzone, ndr) venivano impiegati esclusivamente per mandare avanti l’attività delle due squadre. Io vivo e opero nel mondo del calcio – ha aggiunto – e l’unica cosa che accomuna me e Farrocco è la passione per questo sport. In uno stato di diritto, fondato sulla presunzione d’innocenza – ha concluso l’ex sindaco di Pizzone – i processi andrebbero celebrati nella aule di giustizia e non nelle conferenze stampa”. Intanto le indagini delle fiamme gialle vanno avanti: sono in corso accertamenti nei confronti di altre persone indagate nell’ambito della stessa inchiesta. I reati ipotizzati nei confronti dei due principali indagati sono di corruzione e reati fiscali.

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