Dopo la sentenza del Tar Molise che ha annullato l’intera prova del concorso, è botta e risposta tra gli avvocati delle parti in causa.

La battaglia legale è solo all’inizio e probabilmente si allargherà anche ad altre zone d’Italia. La decisione del Tar di annullare l’intera prova del concorso per la nomina dei presidi in Molise, ha scatenato, infatti, un effetto domino nelle altre regioni dove in migliaia hanno partecipato alle selezioni. Sono 2.700 i posti in palio da dirigente scolastico, di cui 16 disponibili in Molise.

Il “Comitato degli aspiranti presidi”, nato in regione, ha organizzato oggi un incontro con i giornalisti a Campobasso insieme ai legali che hanno curato il ricorso e a una delegazione di docenti arrivata dal Lazio. Sono stati 372 i partecipanti al concorso in Molise, di cui 62 hanno superato le pre-selezioni e 11 sono arrivati fino in fondo, ma la sentenza del Tar ha rimesso tutto in discussione, almeno in primo grado di giudizio. I vizi sollevati nel ricorso presentato dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini sono stati una ventina. Il Tar, però, si è fermato ad uno solo, ritenendolo sufficiente, e che riguarda la presenza in commissione di una rappresentante sindacale della Cgil.

Per i legali del Comitato degli aspiranti presidi ci sono abbastanza elementi per andare avanti. L’avvocato Iacovino, in particolare, ha annunciato di essere ponto a rivolgersi alla Procura e alla Corte dei Conti per fare ulteriore luce sulla vicenda. Anche i legali dei vincitori del concorso per la nomina dei presidi (per il momento annullato) fanno, però, le loro mosse e spiegano che i loro clienti “sono del tutto estranei alla irregolarità riscontrata”. Il Tar, sottolineano gli avvocati, ha preso in considerazione “una sentenza del Tribunale amministrativo della Sardegna, ma ha invece ignorato un identico precedente del Consiglio di Stato, peraltro più recente”.

A questo punto, la sentenza del Tar Molise sarà impugnata al Consiglio di Stato, mentre 700 docenti che non hanno superato il concorso in Sicilia, sarebbero pronti a loro volta a impugnare il risultato al Tar. Insomma, come abbiamo detto, lo scontro legale è solo all’inizio.

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