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QD - Regione - 1 Dicembre 2012

Termoli, Natale con la cinghia stretta. E al mercato corsa agli “stracci”

Primo sabato del mese: in piazza del Papa a Termoli il mercato è più grande del solito. Sono tante le bancarelle degli ambulanti che vendono ogni genere di merce ma ad attirare i passanti sono soprattutto i cartellini ribassati.

Così con la crisi che morde sempre di più la gente si fionda sui banchi dove vestiti e altri prodotti sono ammassati come uno spaccio sperando di trovare qualche occasione a prezzi più che stracciati.

Maglie, cappotti, sciarpe ma anche giocattoli, zaini e regali di Natale.

“Chiedono uno sconto anche se la merce costa due euro”afferma un ambulante. “Non possiamo fare diversamente – aggiunge una signora che si “perde” tra i capi di abbigliamento accatastati – di soldi non ce ne sono e quelli che c’erano se li sono fregati i politici”.

Insomma, non solo la rata dell’Imu da pagare ma anche altre spese che incidono sui redditi delle famiglie.

Per chi ha perso un lavoro, è in cassa integrazione o vive altre situazioni di disagio sarà un dicembre nero e i dati raccolti da varie associazioni a livello nazionale, come la Coldiretti, parlano di un calo di quasi il quattro per cento dello shooping natalizio.

 

I DATI

“La situazione di crisi ed il contenimento delle tredicesime favorisce un clima di sfiducia che – precisa la Coldiretti – porta a una riduzione della spesa complessiva che penalizza soprattutto i regali che subiscono un taglio record dell’8,6 per cento ed i divertimenti (-0,3 per cento) mentre tiene l’acquisto di cibo (+2,1 per cento).

Si stima che le famiglie italiane spenderanno in media 551 euro dei quali 197 euro in cibo e bevande per imbandire le tavole, 90 euro per i divertimenti e 264 euro per i regali. Da sottolineare che ai bambini in Italia e’ destinato il 39 per cento della spesa per regali.

Il taglio nella spesa in regali di Natale penalizza soprattutto l’abbigliamento per il quale secondo l’indagine Coldiretti/Swg il 53 per cento degli italiani ha rinunciato o rimandato gli acquisti ma a seguire c’e’ anche l’acquisto di prodotti tecnologici per il 42 per cento degli italiani”.

Mia figlia ha scritto la letterina a Babbo Natale – sorride una signora dell’est europeo mentre gira tra le bancarelle insieme alla piccola – almeno per lei una risposta sicuramente arriverà…”.

 

 

 

 

 

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