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Attualità - Evidenza - Politica - 30 Novembre 2012

Presentato dal Commissario Basso il Piano sanitario regionale. Di Sandro: “Un colpo mortale per il Molise”

Il Commissario alla sanità Basso ha completato, nella giornata di ieri il Piano Sanitario Regionale procedendo, successivamente, all’invio dello stesso ai Ministeri nella serata di ieri. Il documento contiene le indicazioni relative alla Programmazione sanitaria regionale dei prossimi anni. Particolarmente rilevante l’intervento relativo alla definizione della Rete ospedaliera rispetto alla quale sono stati effettuati sostanziali tagli alle strutture pubbliche, prevedendo una dotazione complessiva di posti letto, sull’intero territorio, pari a 1180 dei quali 730 negli ospedali pubblici e 450 nelle strutture private; in sostanza è stato effettuato un taglio pari al 62% dei pp.ll pubblici ed al 38% di quelli nel privato. Il Piano Sanitario Regionale, inoltre, non è stato preventivamente concordato o discusso con nessuno degli Organi Istituzionali Regionali, ma risulta essere un atto adottato unilateralmente dalla Struttura commissariale extraregionale sebbene comporti delle importanti ricadute sull’intera cittadinanza Molisana.

L’Assessore alla Sanità Filoteo Di Sandro è intervenuto sul punto.

 

 

DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE:

 

            Dopo una lunga attesa il Commissario ha completato il Piano Sanitario Regionale e lo ha fatto ignorando completamente  l’opportuno dovere di leale collaborazione e di condivisione delle scelte di programmazione con le Istituzioni regionali. Ha ritenuto, al contrario, opportuno inviare il Documento direttamente ai Ministeri affiancanti (Ministero della Sanità e dell’Economia) senza  fornire alcun tipo di informazione né al Presidente della Giunta, nonché commissario ad Acta, né all’Assessore alla Sanità, né al Consiglio Regionale.

Ancora una volta le Istituzioni regionali, rappresentative dei molisani e chiamate a tutelarne interessi e necessità, sono state ignorate dal Commissario alla Sanità, un tecnico che dimostra di non avere alcun tipo di interesse verso i nostri cittadini ed i loro rappresentati, dichiarando sempre di fare riferimento alle sole indicazioni ministeriali.

L’assenza di qualsivoglia tipo di confronto o di collaborazione, che pure ricordiamolo, rappresenta uno dei principi costituzionali più importanti nonostante la diversità di ruoli ricoperti, si sarebbe anche potuta accantonare se il Documento fosse stato ritenuto strategicamente valido e socialmente apprezzabile, ma non è affatto così. Spiace dover ammettere che, dal punto di vista contenutistico il Piano Sanitario Regionale non è assolutamente condivisibile e le scelte di programmazione inserite nel documento non sono sostanzialmente appropriate per la nostra Regione (in ragione delle peculiarità del territorio, della tipologia di popolazione prevalentemente anziana, della nostra economia).

Mi riferisco in particolare ad uno dei nodi cruciali  per il Sistema Sanitario Regionale: la rete di assistenza ospedaliera. Gli ospedali pubblici subirebbero, secondo quanto indicato nel nuovo PSR, un drastico taglio; si assisterebbe, infatti, al totale svuotamento delle Strutture di Venafro e Larino, dove verrebbero conservati solo pochi posti della riabilitazione, mentre gli ospedali di Isernia e Termoli sarebbero privati di molte discipline con un numero di posti letto riconosciuti sostanzialmente inadeguato rispetto al fabbisogno territoriale. Il Presidio di Agnone, strategico per la popolazione dell’alto Molise, verrebbe ridotto in maniera sostanziale a soli 10 posti letto di medicina e 20 di lungodegenza pur con la definizione di “Presidio Ospedaliero di zona disagiata”.

A fronte di un intervento di tale peso sulle strutture pubbliche i tagli ai privati sono del tutto residuali. Si rileva, inoltre, che rispetto all’assistenza sul territorio verrebbero ridotte le sedi della continuità assistenziale (medici di guardia), con conseguenti difficoltà di assistenza  specialmente nei Comuni più piccoli e distanti dai grandi centri urbani.

In definitiva questo documento non è da considerarsi né condivisibile né attuabile perchè mina la possibilità ed il diritto fondamentale dei cittadini molisani ad avere un’assistenza sanitaria efficace e mette in seria discussione la possibilità di avere a disposizione un sistema ospedaliero pubblico in grado di soddisfare il bisogno di cure su tutto il territorio.

Non possiamo permetterci, specialmente alla luce della difficile situazione che stiamo attraversando e delle continue richieste di una popolazione composta prevalentemente da persone anziane, di accettare scelte che non tengono minimamente conto della nostra realtà territoriale che trascurino il valore dei professionisti impegnati quotidianamente e la funzionalità di strutture valide che, pur con numerose  difficoltà, hanno assicurato le cure necessarie ai cittadini molisani.

Basta con questa politica dei tagli indiscriminati, non si possono effettuare scelte strategicamente vincolanti per il nostro futuro senza conoscere,  senza rispettare, senza ascoltare le reali necessità dei cittadini molisani e denigrando le loro Istituzioni rappresentative.

Avevamo portato avanti un lavoro equilibrato ed orientato al compromesso tra le pressanti richieste romane e le necessità dei molisani; ci siamo aperti al dialogo chiedendo di essere quantomeno ascoltati; abbiamo portato avanti un duro percorso di risanamento dei nostri conti. Tutto questo non è servito, le nostre ragioni sono rimaste inascoltate.

Ho avuto modo di esprimere, nei giorni scorsi, la mia perplessità sull’interra struttura Commissariale extraregionale; alla luce di questo nuovo atto, CHE E’ UN COLPO MORTALE PER LA SANITA’ PUBBLICA,   mi trovo costretto non solo a ribadire quella posizione ma anche a chiedere che si arrivi alla ricerca di una soluzione che non passi attraverso persone che non hanno nessun interesse verso la nostra Regione ed i suoi cittadini restituendo cosi, anche attraverso lo sblocco delle risorse economiche, alle nostre istituzioni il diritto di scegliere e la dignità di cittadini.

Per quanto mi riguarda intendo porre in essere ad ogni livello, tutte le azioni, che il mio ruolo mi consente, per impedire, anche se i Ministeri dovessero approvarlo l’attuazione di questo documento.

 

 

L’Assessore

Dott. Filoteo Di Sandro

1 commento

  1. RIORDINO DEL SISTEMA SANITARIO :Che peccato hanno
    fatto i cittadini molisani?

    Il piano presentato dal Commissario Dott. Basso è la più grande sconfitta di una classe politica che ha portato la Regione Molise a queste condizioni, nonostante i grossi sacrifici imposti ai poveri cittadini molisani per le esose tasse, , accise, ticket etc.-
    Questi protagonisti, in negativo,della gestione sanitaria, immediatamente e senza giustificazioni di sorta, dovrebbero chiedere scusa e rimettere i loro ben remunerati mandati elettivi.

    La sanità è evidente che deve prendersi cura delle persone malate ( ci mancherebbe altro!) e su questo siamo tutti d’ accordo. Però se si è arrivati a queste condizioni un motivo vi sarà, o no? Non credo che si possa “assolvere” Iorio e ” condannare” Monti !- Iorio sono oltre 15 anni che amministra la sanità in Molise, Monti è appena un anno che Governa l’ Italia ( e per incapacità della classe politica). Perchè solo 4 o 5 regioni ( tra queste il Molise, guarda caso) sono state coinvolte nel piano di rientro e mentre qualche regione ( vedi l’ Abruzzo) ha già recuperato e addirittura ridotte le tasse, il Molise no?.
    Le regole, anche quelle economico-finanziarie e di contabilità pubblica, in uno Stato di diritto, vanno rispettate sempre e comunque.

    Ci rendiamo conto che la Regione ( in primis Iorio- Vitagliano) hanno portato questo sistema al fallimento tant’è il recente Tavolo e il Comitato Ministeriale hanno certificato che circa 300 mln di euro destinati al SSN sono stati incassati dalla Regione e non ancora destinati alla Sanità!! Ed altri 400 mln di euro devono essere ancora erogati ai fornitori, etc.? E’ sconcertante!

    Ora è chiaro che bisogna fare tutto il possibile per cercare di rimediare a questa” mazzata”, questo però non vuol dire che i responsabili di questa situazione non debbano, almeno politicamente, rispondere davanti ai cittadini e se necessario anche altrove….Una possibile ricostruzione del sistema sanitario nel Molise non può e non deve far affidamento su quei soggetti ( politici e non) che l’ hanno condotta a questo stato.

    Attenzione,nessuno deve pensare che il mio intervento è ” sterile giustizialismo”; non è così, io ho detto una cosa semplice, semplice: bisogna vedere di salvare il salvabile, però non si può far finta di niente sulle cause e sugli artefici di questo disastro. E’ troppo semplice voler ora far passare in secondo piano, anche legittimamente da parte di chi è stato ed è inserito operativamente nel mondo della sanità molisana, le responsabilità di chi ha amministrato in questi ultimi 15 anni la Regione( e non mi riferisco solo ai politici ma evidentemente anche a chi ha avuto responsabilità di gestione) ed ha portato il Governo Italiano per il tramite il Commissario ad acta a stilare un simile piano di riordino.
    Io scrivo da semplice cittadino, che può più o meno giudicare su determinati aspetti del servizio sanitario che direttamente ne viene a conoscenza,le proposte operative sono di competenza di altri e soprattutto di quelli che operano anche ai massimi livelli di responsabilità sia sanitaria che gestionale e che, forse, in questi anni sono stati anche in silenzio, tanto paga pantalone.

    Io voglio che la sanità funzioni e che funzioni nell’ interesse dei pazienti e dei cittadini e non di altri interessi……..; questo però, non può esimermi da dare giudizi e/o fare emergere aspetti criticabili dal punto di vista politico.
    E’ necessario eliminare i doppioni, gli sprechi etc. , dopo di chè una buona e reale riorganizzazione territoriale e gestionale, dalla montagna al mare,credo, che il Molise , anche in un momento economico così particolare,possa dare tranquillità e speranza ai pazienti e a tutti gli utenti.

    Sono un cittadino incazzato e deluso e che vuole sempre che prevalga la legalità, la trasparenza, la efficienza e la economicità della gestione della cosa pubblica!
    Adesso mi auguro che le elezioni regionali si facciano il più presto possibile e che la buona politica possa tornare in questa Regione ed affrontare con serietà e lungimiranza queste gravi emergenze che si stanno presentando.

    Isernia 3/12/2012.

    Albino Iacovone, ex Sindaco di Castelverrino

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